Del Bassani | Già foriera di pace

Pubblicato

Identificazione

ID scheda
632
Forma musicale
cantata

Organico

Organico sintetico
1V,1str
Organico analitico
Basso e continuo

Descrizione

Paese
Italia
Lingua
Italiano
Descrizione fisica
C. 19v-26
Presentazione
Partitura

Filigrana

Non rilevata

Relazioni

Fa parte di

Note

Pubblicata in G.B. Bassani, L’armonia delle sirene, Bologna 1680

Descrizione analitica

1.1: (recitativo, Fa maggiore, c)
Già foriera di pace
2.1: Aria affettuosa (aria, Fa maggiore, c)
Care labbra che porgete
3.1: (recitativo, c)
No non mi fuggire o bella
4.1: Allegro (aria, re minore, 3/8)
Sì mia bella io pur t’adoro
5.1: (recitativo, c)
Ah che quest'alma secretaria d'amore
6.1: Allegro (aria, Fa maggiore, c)
Così trionfa amor
7.1: (recitativo, c)
Tali fanno i diletti
8.1: Vivace (aria cavata, c)
Sono sogni fallaci aspri tormenti

Trascrizione del testo poetico

Già foriera di pace
A gran passi la notte
Per lo stellato ciel cheta correa
Quando in bracio al riposo
Di Fileno il pensier fatto amoroso
Fuori d’ogni timor lungi ai lungi tormenti
Sognò dal suo bel sol tali contenti.

Care labra che porgete
Al mio sen grati diletti
Deh che fate non tardate
A riunir l’alme a gl’affetti
Ma d’ogn’or liete e ridenti
Baci ai baci prestate al cor contenti
Vaghe poppe da cui sugge
Pargoletto amor il latte
Sì restate non andate
Dal mio labro o belle intatte
Per me sempre vivaci
Grata culla formate ai cari baci.

No non mi fuggire o bella
Che se sprezzi d’un core il vivo affetto
Amor che tutto può per mia vendetta
Scoccherà nel tuo sen l’alta saetta
Deh consolami o cara
Che se bella ti rese il dio d’amore
Più cortese men cruda a un cor che more.

Sì mia bella io pur t’adoro
Ma di duolo ogn’or mi moro
Senza speme di gioir
Porgi o cara a questo petto
Dolce quiete e grato affetto
Vada in bando il rio martir.

Ah che quest’alma
Secretaria d’amore
Anche in mezzo ai tormenti
Al tuo cor pressaggi veraci eventi
Pure al fin t’attendesti
Nella pugna amorosa i labri audaci
Dieder libero il varco ai cari baci.

Così trionfa amor
Quel sen che più lo sprezza
Più serve alla bellezza
Sogiace più al rigor.

Tali fanno i diletti
Che sognando Fileno
Pensò reccare agli amorosi affetti
Ma svegliato dal sonno al fin s’avvidde
Che sperare in amor d’haver contenti

Sono sogni fallaci aspri tormenti.

Collocazione

Biblioteca
I-URBc — Urbania, Biblioteca Comunale (dalla scheda superiore)
Fondo
Ubaldini
Segnatura
VI.2.3/4

Immagini

Repertori bibliografici

Bibliografia

Tipologia

Tipo documento
Musica manoscritta
Livello scheda
Scheda inferiore

Persone collegate

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