Cantata a Voce sola del Sig.r Aless.dro Scarlatti
Identificazione
Organico
Descrizione
Filigrana
Relazioni
Note
Il titolo si ricava dall’intestazione a p. 23. Copista A.
Descrizione analitica
Trascrizione del testo poetico
Quando credeva il core
Doppo lungo servir duro penava
I sospirati e cari
Dell’idol mio crudel goder gl’affetti
Con rigidi dispetti
Con spietati rigori
Spera spera mi disse
O pena o pena o mori.
Vuol ch’io speri e vuol ch’io mora
La tiranna mia beltà
Collo stral di cruda morte
Col rigor di dura speme
Mi condanna a doppia pena
La sua fiera crudeltà.
S’è pur ver ch’in amore
Lusinghera speranza
È veleno mortal d’amante core,
Perché cruda spietata
Vuoi ch’io speri o che mora
Se la speme talor è morte ancora[?]
Bastava dirmi spera
Per farmi poi morir
Tormento d’un seno
D’un alma e veleno
La speme del bene
Ch’è tardi al gioir.
Or se lunga speranza
Con più lungo martir un alma uccide,
Mori mori cor mio
Che fia meglio morire
Che sperar di goder e mai gioire.
Risolvo di morire
E la mia morte sia
Pace del alma mia
Meta agli affanni
Se vaga di mie pene
M’alletti con la speme
Trovo ne vezzi tuoi
Lusinghe e inganni.
Collocazione
Immagini
Repertori bibliografici
Tipologia
Musica manoscritta
Scheda inferiore