Cantata Del Sig.r Mancini 1703 Del Anno 1703
Identificazione
Organico
Descrizione
Filigrana
Relazioni
Note
Il titolo e la data certa si ricavano dal recto di p.1. Questa cantata è la prima della prima parte del volume redatta dal copista A. Carta pentagrammata con sistema a 10 righi, inchiostro color seppia.
Descrizione analitica
Trascrizione del testo poetico
Che pensi far mio core
Tu ti consumi in amorosa face
Ne all bell’Idolo ch’adori
Tu scoprire potrai li tuoi dolori
Non sperar giamai pace
Non tregua mai avere a tuoi tormenti
Mentre un core che tace
Arde piange sospira e al fin si sface.
Vivrò ma senza speme
Di mai godere un dì l’idolo mio
Se parlo il cor teme
Se taccio non posso far pago il desio.
Ma del volto il pallore
Li pianti ed i sospiri
Parlan tal hora e gl’incendi del core
Soglian scovrire ancora
Mai bell’idolo mio
O simil favellar giamai intesa
O intender non vuol quel ch’intend’io.
Ma già che mi vedi
In tanti tormenti
Languire per te
Almeno deh credi
Che il cor si lamenti
Che chiede mercè.
E se ciò non intendi
Perché intender non vuoi
D’essermi sorda ti pentirai ben puoi.
Ti pentirai
Quando vedrai
Chi per te visse
Morir per te
Allor dirai
Non viddi mai
Più schietto amor
Più bella fé.
Collocazione
Immagini
Repertori bibliografici
Tipologia
Musica manoscritta
Scheda inferiore