Se bersaglio al tuo furore
Identificazione
Organico
Descrizione
Filigrana
Relazioni
Note
Nome del compositore dall’edizione de La cetra d’Apollo di Carlo Grossi, Venezia, 1673. - Nome dell’aut. del testo poetico dall’intestazione della cantata nella medesima edizione, p. 168.
Descrizione analitica
Trascrizione del testo poetico
Se bersaglio al tuo furore
Cieco dio la mia costanza
Crudo amore nel mio core
Nutri almeno la speranza.
Se nel grembo de le pene
Vive l’anima costante
Mi contento esser amante
Ma non schiava di catene.
Così dicea la sfortunata Argilla
Nel angusto recinto
D’una carcere eterna
All’hor ch’il fiero nume
D’Idalia face armato
Con barbaro costume
Scagliò contro di lei colpo animato.
Perché riprese Argilla
Schermendo il colpo ed a l’acuto strale
Fatta scudo la mano:
Perché perché inumano
Col fulmine di morte
Rispondi a le mie voci.
Vuoi forse vendetta
D’un’alma soggetta
Dì perfido ancor?
Ah troppo crudele
Arciero infedele
Tu vibri l’ardor.
Ma l’idolo superbo
L’ostinato tiranno il crudo dio
Con queste voci altere
Espresse in chiaro suon leggi più fiere.
Chi d’amor lo strale amico
Baldanzosa disprezzò
E giurò ch’al sen pudico
Mai catene stringerò
Provi del mio furor l’ira indefessa
Vivi preda al dolor, odio a se stessa.
D’un rigido no
Col dardo d’un sì
Vendetta farò.
Nutre invan superbo ciglio
Casto cor vasti pensieri
Se a l’ardor de lumi arcieri
Cede alfin vano consiglio.
Sia decreto d’amor legge prescritta
Chi sprezzò di goder peni trafitta.
D’un rigido no ...
"Ah numi ah sorte iniqua "
Disse tacendo l’anima dolente.
Soffrirò piangerò
Penerò morirò
Fato inclemente.
Collocazione
Immagini
Tipologia
Musica manoscritta
Scheda inferiore