Se bersaglio al tuo furore

Pubblicato

Identificazione

ID scheda
6215
Forma musicale
cantata

Organico

Organico sintetico
1V,1str
Organico analitico
Soprano e continuo

Descrizione

Paese
Italia
Lingua
Italiano
Descrizione fisica
C. 37v-38v
Presentazione
Partitura

Filigrana

Non rilevata

Relazioni

Note

Nome del compositore dall’edizione de La cetra d’Apollo di Carlo Grossi, Venezia, 1673. - Nome dell’aut. del testo poetico dall’intestazione della cantata nella medesima edizione, p. 168.

Descrizione analitica

1.1: (aria, sol minore, c)
S, Se bersaglio al to furore
2.1: (recitativo, c)
S, Così dicea la sfortunata Argilla
3.1: (6/8)
S, Vuoi forse vendetta
4.1: (c)
S, Ma l'idolo superbo
5.1: (aria, re minore, 3/2)
S, Chi d'amor lo strale amico
5.2: (ritornello, sol minore, 6/8)
D'un rigido no
5.3: (aria, sol minore, 3/2)
S, Nutre invan superbo ciglio
5.4: (ritornello, sol minore, c)
D'un rigido no
6.1: (sol minore, c)
S, Ah numi ah sorte iniqua

Trascrizione del testo poetico

Se bersaglio al tuo furore
Cieco dio la mia costanza
Crudo amore nel mio core
Nutri almeno la speranza.
Se nel grembo de le pene
Vive l’anima costante
Mi contento esser amante
Ma non schiava di catene.

Così dicea la sfortunata Argilla
Nel angusto recinto
D’una carcere eterna
All’hor ch’il fiero nume
D’Idalia face armato
Con barbaro costume
Scagliò contro di lei colpo animato.
Perché riprese Argilla
Schermendo il colpo ed a l’acuto strale
Fatta scudo la mano:
Perché perché inumano
Col fulmine di morte
Rispondi a le mie voci.

Vuoi forse vendetta
D’un’alma soggetta
Dì perfido ancor?
Ah troppo crudele
Arciero infedele
Tu vibri l’ardor.

Ma l’idolo superbo
L’ostinato tiranno il crudo dio
Con queste voci altere
Espresse in chiaro suon leggi più fiere.

Chi d’amor lo strale amico
Baldanzosa disprezzò
E giurò ch’al sen pudico
Mai catene stringerò
Provi del mio furor l’ira indefessa
Vivi preda al dolor, odio a se stessa.

D’un rigido no
Col dardo d’un sì
Vendetta farò.

Nutre invan superbo ciglio
Casto cor vasti pensieri
Se a l’ardor de lumi arcieri
Cede alfin vano consiglio.
Sia decreto d’amor legge prescritta
Chi sprezzò di goder peni trafitta.

D’un rigido no ...

"Ah numi ah sorte iniqua "
Disse tacendo l’anima dolente.
Soffrirò piangerò
Penerò morirò
Fato inclemente.

Collocazione

Biblioteca
I-MOe — Modena, Biblioteca Estense e Universitaria (dalla scheda superiore)
Segnatura
Mus.G.306/5

Immagini

Tipologia

Tipo documento
Musica manoscritta
Livello scheda
Scheda inferiore

Persone collegate

Grossi, Carlo compositore
Obimeni, Argilla N.V. autore del testo per musica

Nella stessa raccolta