Sedeva un giorno Eurindo

Pubblicato

Identificazione

ID scheda
6213
Forma musicale
cantata

Organico

Organico sintetico
1V,1str
Organico analitico
Soprano e continuo

Descrizione

Paese
Italia
Lingua
Italiano
Descrizione fisica
C. 17v-30r
Presentazione
Partitura

Filigrana

Non rilevata

Relazioni

Note

Nome dell’aut. dall’edizione de La cetra d’Apollo di Carlo Grossi, Venezia, 1673 (cfr. scheda 44).

Trascrizione del testo poetico

Sedeva un giorno Eurindo
Sovra il margo d’un rio
Dove natura vegetabil tapetto
A scorno degl’Etiopici lavori
Trapunse d’herbe e ricamò di fiori,
Prese in mano la cetra
Di cui Febo insegnoli arte maestra
E sui numeri armonici scherzando
Pianse così cantando.

Mio core che speri
Non mai bianca fede
Daran per mercede
Quei rai che son neri.

Non sperar a tuoi dolori pace più
Se due mori t’hanno posto in servitù.

A quel lume sì fosco
Chiaro non vedi ancora
La tua sorte funesta
Qual nere pompe a la tua morte appresta.

Puppilla annerita
Con linea lethale
Ti segna la vita.
S’a questi consigli
Mio cor non ripigli
Il calle smarito
Urti in carboni accesi e sei spedito.

Così Eurindo sconsolato
Favella al tuo core inamorato.

Ma l’incauto fatto alato
Vani audaci dispiegò.
A la luce ch’adorò
Qual pirausta egli credé
Di nutrirsi entro l’ardore
Ma farfalla poi cadé:
A quel gemino splendore
A la luce ch’adorò.

Collocazione

Biblioteca
I-MOe — Modena, Biblioteca Estense e Universitaria (dalla scheda superiore)
Segnatura
Mus.G.306/3

Immagini

Tipologia

Tipo documento
Musica manoscritta
Livello scheda
Scheda inferiore

Persone collegate

Grossi, Carlo compositore

Nella stessa raccolta