Cantata à voce Sola/ del Sig.r Giacomo Facco
Identificazione
Organico
Descrizione
Filigrana
Relazioni
Note
Descrizione analitica
Trascrizione del testo poetico
Perché vedi ch’io t’amo
Mi schernisci o crudele e mi deridi
E perché sol te bramo
Nudri dell’amor mio pensieri infidi.
Ah non havessi mai folle ch’io fui
Scoverto a te di questo sen l’ardore
Poiché fors’il tuo core
Sarebbe il mio e nol daresti altrui.
Hor vaneggi o sventurata
Sventurata tormentata
Dal velen di gelosia.
Vago sei di mille amori
Sei qual ape intorno ai fiori
Per dar pene all’alma mia.
Tal non ti vidi oh Dio
In quei primi momenti
Che da tuoi rai lucenti
Venne il veleno al misero cor mio;
Tutto amoroso all’hora
Volgevi a me lo sguardo,
E mi dicevi io ardo
E se t’amai crudele m’amasti ancora
Star delusa, e tradita a tutte l’hore
Mi tradisti spietato e con qual core?
Con qual core, o cor tiranno,
Non osservi quel bel vanto
D’esser stabile in amor.
Ed a me, che tanto t’amo
No sparambi l’aspro affanno
Di vederti ingannator.
Collocazione
Immagini
Repertori bibliografici
Tipologia
Musica manoscritta
Scheda inferiore