Cantata à Voce sola con Viol.no solo del Sig.r Federico Hendel

Pubblicato

Identificazione

ID scheda
6062
Titolo dell'opera
Forma musicale
cantata

Organico

Organico sintetico
1V,2str
Organico analitico
Soprano, violino e continuo

Descrizione

Paese
Italia
Lingua
Italiano
Descrizione fisica
C. 2r-15v
Presentazione
Partitura

Filigrana

Filigrana costituita da lettere SP (Filigrana rilevata a c.: 1r, 6r, 9r, 12r.)

Relazioni

Fa parte di

Note

Il tit. si ricava dall’intitolazione a c. 2r. La cantata "Mira Lilla gentile" è presente in un altro manoscritto custodito presso la Biblioteca del conservatorio Vincenzo Bellini di Palermo, alla segnatura: Arm. I Pis. 10. Le due stesure differiscono nell’organico strumentale: Arm. I Pis. 11 S, vl, bc; Arm. I Pis. 10 S, vlc, bc. L’effettiva attribuzione a Händel è messa seriamente in dubbio da M. Boyd, al contrario di R. Criscuolo che la sostiene cfr. Bibliografia.

Descrizione analitica

1.1: (recitativo, si minore, c)
S, Mira Lilla gentile
2.1: A tempo giusto (aria, do minore, c)
S, Non dar più pena o cara
3.1: (recitativo, c)
S, Ferma deh ferma o Bella
4.1: Allegro (aria, Sol maggiore, c)
S, Consolati mio core
5.1: (recitativo, c)
S, Sogno o son desto
6.1: Amoroso (aria, 3/8)
S, Bench’infida tu mi fuggi

Trascrizione del testo poetico

Mira Lilla gentile
Mira quel verde prato
Che con ridenti fiori
Fanno vaga corona all’amen colle
Ed inaffiato
Da cristallini fonti
Che bacian mormorando il seno a Flora
E d’armoniosi augelli
Che con soavi accenti
Tutti brillan di gioia
Ed io fra catene d’amor
E fra tormenti.

Non dar più pena o cara
A un cor che tanto t’ama
E per te more
Gemendo ogn’or sospira
Ch’altro da te non brama
Che darti il core.

Ferma, deh ferma o bella
Ove giri le piante
Ferma per pietà
Ascolta almen un cor
Che tutto fedeltà langue e sospira
Oh Dio già la bella sparì
Sparì l’infida
Né vi è chi dà soccorso al dolor mio.

Consolati mio core,
Discaccia quel dolore
Che l’alma ti piagò.
E spero che Amore
Vendicarà quel core
Ch’infido m’oltraggiò.

Sogno o son desto
Già mi lasciò l’infida e dispietata
Già più non la rimiro
Saettatela o dei se giusti siete
Ma non (sic) fermate
Il mio sen trafiggete ed impiagate
Viva la bella
Io sol morir dovrò ma non già quella.

Bench’infida tu mi fuggi
Bench’ingrata mi disprezzi
Pur per te morir dovrò.
E se poi dirai pentita
Idol mio son la tua vita
Ancor io morir vorrò.

Collocazione

Biblioteca
I-PLcon — Palermo, Biblioteca del Conservatorio di Musica "Vincenzo Bellini" (dalla scheda superiore)
Fondo
Pisani
Segnatura
Arm. I Pis. 11/1

Immagini

Repertori bibliografici

Maccavino 1990: p. 115

Bibliografia

Boyd 1987b: pp. 248-252

Tipologia

Tipo documento
Musica manoscritta
Livello scheda
Scheda inferiore

Persone collegate

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