Cantata a Voce Sola del Sig. Emmanuelle Astorga
Identificazione
Organico
Descrizione
Filigrana
Note
Datazione alla fine della musica: "Il Fine 1707".
Descrizione analitica
Trascrizione del testo poetico
Pensier che con l’imago
Del perduto mio bene
D’amor l’antiche pene
Cerchi di rinovarne il petto mio
Crudo pensier, oh Dio!
Perché vuoi che s’accenda
Di nuovo in me la quasi estinta face?
Troppo infauto pensier, lasciami in pace.
S’era spento a poco a poco
Nel mio sen l’antico foco
E scorgea l’oppresso core
Un balen di libertà.
Ma soffiando il nume arciero
Sol con l’aura d’un pensiero
Riaccese in me l’ardore
Che mai più s’estinguerà.
È destin ch’io v’adori
Della mia bella Clori
Luci vezzose, e vaghe.
Né di sanar le piaghe
Che per voi porto a cor, già mai più spero.
L’istesso mio pensiero
È cagion del mio male
Sì che le mie ferite, ond’io languisco
Se penso di sanar, più l’inasprisco.
Più non pensar mio core
Di scioglier la catena
Con cui t’avvinse amor.
Resisti al tuo dolore
Avvezzati alla pena
Dell’amoroso ardor.
Collocazione
Immagini
Repertori bibliografici
Tipologia
Musica manoscritta
Scheda singola