Del Sig:re Antonio Caldara Veneto.

Pubblicato

Identificazione

ID scheda
5778
Forma musicale
cantata
Titolo alternativo
[In Giuditio di Seleuco], [Il Seleuco]

Organico

Organico sintetico
1V,1str
Organico analitico
Basso e continuo

Descrizione

Paese
Italia
Lingua
Italiano
Descrizione fisica
C. 41r-50v (olim c. 40r-49v)
Presentazione
Partitura

Filigrana

Non rilevata

Relazioni

Note

Tit. dall’intitolazione sopra l’incipit; appellativi da fonti concordanti in I-Bc Ms.Martini.2.1 e I-PEsp M.CXXXVI (v. Rep. bibliografici).

Descrizione analitica

1.1: Allegro (aria, La maggiore, c)
B, Bramo haver due cori in petto
2.1: (aria, c)
B, Errasti o Figlio inalterabil legge
3.1: Allegro (aria, si minore, c)
B, Non vide il terror del mondo
4.1: (recitativo-arioso, c)
B, Se consiglier fur gl’occhii
5.1: Allegro assai (aria, Mi maggiore, 3/4)
B, Non so comprendere
6.1: (recitativo, c)
B, Ma pur Giudice, e Padre esserti voglio
7.1: Allegro (aria cavata, 3/2)
B, Se fui Padre crudel o Re pietoso

Trascrizione del testo poetico

Bramo haver due cori in petto
Un di Padre et un di Re.
Questo giusto, e quel clemente
L’uno assolva il delinquente
L’altro intatta ad Astrea serbi la fé.

Errasti o Figlio inalterabil legge
Ti condanna Seleuco
A te il giudice, e Padre attende il mondo
In un caso sì dubio [i.e.] i miei decreti
Pietà non metta il fallo
Ma la natura impugna
Le tue difese il cielo
Più per Re, che per Padre mi rimira;
Ma per te più che Re per Padre elesse.
O mio destin tiranno
Io son reo se ti assolvo, o ti condanno.

Non vide il terror del mondo
Alcide più del mio bivio maggiore.
Son crudel quando son giusto
Non son Re sono ingiusto
Son contrarie per me giustizie e amore.

Se consiglier fur gl’occhii
D’un adultero affetto
L’abbiano gl’occhii la pena,
E in ricompensa a un vilipeso honore
Dian le tenebre tue lume maggiore
Seleuco come Re così commanda [i.e.]
Come Padre d’amore
Scusa i trascorsi in giovenil estade,
E il competono a gara,
E giustitia, e pietade.

Non so comprendere
Se sia miglior
Di Re o di Genitor
Il pregio, e il vanto.
Io non so intendere
Si possivvir [?]
Alla gloria il martir
Il riso al pianto.

Ma pur Giudice, e Padre esserti voglio
Senti Figlio et ammira
La mia giustitia, et il mio amor
Un occhio a te si tolga
Un altro a me si svelli,
E così paga sia
La giustitia, e natura,
E resti il mondo in caso tal dubioso

Se fui Padre crudel o Re pietoso.

Collocazione

Biblioteca
I-Rc — Roma, Biblioteca Casanatense (dalla scheda superiore)
Fondo
Baini
Segnatura
Ms. 2469/6

Immagini

Repertori bibliografici

Tipologia

Tipo documento
Musica manoscritta
Livello scheda
Scheda inferiore

Persone collegate

Caldara, Antonio compositore

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