Cantata per camera a voce sola Anonimo
Identificazione
Organico
Descrizione
Filigrana
Relazioni
Descrizione analitica
Trascrizione del testo poetico
Tutto pensoso e mesto
L’appassionato Tirsi
Guidando i suoi armenti
Con sospiri sfogava i suoi tormenti.
Ma giunse allor colei
Che delle pene sue era cagione
E li disse: oh Dio
Qual mal Tirsi t’affligge
Tanto qual ria procella
E questa che il tuo seren disturba
Dimmi ne più tacer
Brami saper l’affanno
Che mi tormenta il core
Dirlo vorrei ma che
Temo di te sdegnar
Se taccio oh Dio che pena
Se parlo o Dio che temo
Dunque morir dovrò
Tirsi amato Tirsi
Dunque per non sdegnarmi
Tu vuoi celarmi
La causa del tuo mal delle tue pene
Ah Tirsi no palesa pur se mai
Qualche leggiadra e bella
Mia nemica pastorella
Il bel sen t’impiagò
Per cui offendermi credi
La tua salute io bramo
Ti perdono ogni offesa e sempre t’amo
La pastorella
Che m’infiammò
La mia bella
Che mi rapì
Tu sei quella
Non altra nò
Per voi amore
Ferito mi fè
Quest’arso mio core
Sol pena per te
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Musica manoscritta
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