Cantata del P. Gius.e Aldrovandin

Pubblicato

Identificazione

ID scheda
5680
Forma musicale
cantata

Organico

Organico sintetico
1V,1str
Organico analitico
Contralto e continuo

Descrizione

Paese
Italia
Lingua
Italiano
Data
1701 – 1710
Redazione
S.l. : copia, 1701-1710
Descrizione fisica
1 partitura (8 c.) ; 207x285 mm
Presentazione
Partitura

Filigrana

Non rilevata

Descrizione analitica

1.1: (recitativo, Do maggiore, c)
A, Amor fin dalle fasce
2.1: Andante (aria, Fa maggiore, 12/8)
bc
2.2: (aria, Fa maggiore, 12/8)
A, L'amai quando era infante
3.1: (recitativo, Do maggiore, c)
A, Amo la bella mia
4.1: Andante (aria, Fa maggiore, c/)
bc
4.2: (aria, c/)
A, Son qual nave all'onda in seno

Trascrizione del testo poetico

Amor fin dalle fasce
Mi avvolse fra catene
E pria che ai rai del sol nacqui alle pene.
Amorosi sospiri
Furono i miei vagiti
E per fatal rigore
Non prima favellai che dissi amore,
Quella ch’amai bambino
Or l’amo adulto è qual mio nume inchino.
E se prima ad amarla
Mi costrinse natura,
Or con dolce favella
Mi dice la ragion: ama ch’è bella.

L’amai quando era infante
Poi crebbe in me l’amore
Al par di sua beltà.
Ancor le sono amante
E amor tant’è maggiore
Quant’è maggior l’età.

Amo la bella mia
Né di me vi saria
Più forsenato amante
S’ella al pari di me fosse costante.
Allor tutta ritrosa
Mi discaccia e dissama
Ma poi cangia pensiero e mi richiama
Spesso per tormentarmi.
Meco fa la gelosa,
Finge armarsi di sdegno
E mi tormenta, sì ma con ingegno.
E sempre a danno mio,
Ora per debolezza ed or con arte,
Tra vezzi e pietà mesce e comparte.

Son qual nave all’onda in seno
Ch’or turbato ed hor sereno
Mi delude il mare infido.
Quando già mi credo in porto
Col favor di amica stella
Quasi allor mi veggio assorto
Da una subita procella,
Né più scorgo il caro lido.

Ahi che quest’incostanza
È la parca che uccide
E che della mia vita il fil recide,
Se pietosa mi dice
Che m’ama e le son caro, io son felice.
Ma quando poi la trovo
Nell’umor suo molesta
Nel men di speme un raggio sol mi resta.
E certo io morirei
Se non andasse, oh dei,
Con quel suo sdegno una tal gratia unita,
Ch’or mi condanna a morte or mi dà vita.

Se fosse men volubile
Non vi saria cosa più amabile,
Con nodo indissolubile
Cupido mi legò
Perché ben sospettò
D’esser mutabile.

Collocazione

Biblioteca
I-Mc — Milano, Biblioteca del Conservatorio Statale di Musica "Giuseppe Verdi"
Fondo
Noseda
Segnatura
A.11.3

Immagini

Repertori bibliografici

De Guarinoni 1897: n. 87, n. 1

Tipologia

Tipo documento
Musica manoscritta
Livello scheda
Scheda singola

Persone collegate