Mesta oh Dio | Cantata à canto solo | con V.V. | del | Sig.re Vinci

Pubblicato

Identificazione

ID scheda
5383
Forma musicale
cantata

Organico

Organico sintetico
1V,3str
Organico analitico
Soprano, 2 violini e continuo

Descrizione

Paese
Italia
Lingua
Italiano
Data
1710 – 1740
Redazione
S.l. : copia, 1710-1740
Descrizione fisica
P. [1, frontespizio], 1-25 ; 215X285 mm
Presentazione
Partitura

Filigrana

Non rilevata

Note

Il primo incipit in easie code della presente scheda si riferisce alla linea del soprano che appare alla sedicesima battuta della cantata; l’incipit strumentale della cantata presenta una linea melodica identica a quella del soprano.

Descrizione analitica

1.1: Affettuoso (aria, sol minore, 3/8)
Mesta oh Dio fra queste selve (parte A) /Sorte ria nel duol mi lascia (parte B), Aria bipartita con Da Capo: Sol minore/Re minore
2.1: (recitativo-arioso, c)
Voi giusti Numi almeno
3.1: And.te (aria, Si♭ maggiore, c/)
In mezzo all’onda irata (A) / Così fra le mie pene (B); Aria bipartita con Da Capo

Trascrizione del testo poetico

Mesta oh Dio fra queste selve
Vo’ narrando il mio tormento
Sorte Amor Fileno ahi sento
Che m’uccide il mio dolor
Sorte ria nel duol mi lascia
L’alma mia Fileno inganna
Ed amor poi mi condanna
A seguire un traditor.

Voi giusti Numi almeno
Che il mio dolor mirate
Voi d’un amante seno
Pietà prendete e voi
Quest’alma vendicate,
Né degl’inganni suoi
Sen vada ei più così fastoso, e altero
No, non merita pietade un mensogniero [sic].
Sotto un fulmine cada
O ‘l rapido torrente
Seco lo porti, e vada
In solitario lido
Colui, che fu così spergiuro, e infido
Eschin pur dalle selve
Orridi mostri, e fieri
E sanguinose belve
L’uccidono [sic] lo sbranino,
Ed insepolto resti
Scherzo de’ venti e sia
Vendicata così l’offesa mia.
Mora si, mora oh Dio
Quel che a morte condanno è l’idol mio.
Ahimè che vaneggiando
Il labbro mensognier s’oppose al core
Se infido, e traditor
Or è Fileno mio
Forze [sic] che un giorno a me farà ritorno
E chiedendo pietà pietà dall’alma
Non più offesa otterrà, non più conviene
All’amante di lui tradita Irene.

In mezzo all’onde irate
Tal’ora il buon Nocchiero
Al lido suo primiero
Spera di ritornar
Così fra le mie pene
A me favella amore
E vuol che questo core
Non lasci di sperar.

Collocazione

Biblioteca
I-Af — Assisi, Biblioteca e Centro di documentazione francescana del Sacro Convento di S. Francesco
Segnatura
Mss. N. 324/4

Immagini

Repertori bibliografici

URFM: Leonardo Vinci, Mesta oh Dio fra queste selve
Gialdroni 1990a: n. 8 pp. 319-320
Sartori 1962: P. 356

Bibliografia

Gialdroni 1991: P. 130

Tipologia

Tipo documento
Musica manoscritta
Livello scheda
Scheda singola

Persone collegate

Vinci, Leonardo compositore