Cantata III
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Descrizione analitica
Trascrizione del testo poetico
Chi non ode e chi non vede
Le mie voci e il mio sembiante
Non saprà d’un core amante
Quanta sia la fedeltà;
Nol comprende e non lo crede
Dove giunga il mio martire
Chi non giunse ancor soffrire
Di costei la crudeltà.
Chi non ode e chi non vede...
Di costei parlo a cui natura è amore
Solo per mio dolor per mio dispetto
Armò di rabbia il petto
Tal che sprezza i sospiri e le querele,
Non cura il pianto e ride alle mie pene
Ah perché non poss’io vincer del core
L’ostinato voler che mi da morte
E di lei ch’è nemica di pietade
Cangiando il rio costume
Cangiar gl’affetti in odio è crudeltade.
Tu dovresti amor tiranno
O scemare in me l’affanno
O addolcire il suo rigor.
Ma dove io mi rivolgo ed onde attendo
Benché scarso ristoro al mio martire
Se la bella infedel che m’innamora
Per lui così mi strazia e m’addolora.
Miseri affetti miei barbara sorte
Tiranno amor se incrudelir ti piace
Raddoppia i colpi ad affretta la morte,
Che io privo di speranza
Temer non so ma cerco con costanza
La morte sol mia vera ultima pace.
Cadrò contento
Dal duolo oppresso
Se il duolo istesso
Se il mio tormento
Se il tuo rigor
Cadrà con me.
Così di Nice
Quel core ingrato
Sarà placato
Godrà per me.
Cadrò contento...
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Musica manoscritta
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