A Dio rive del Tebro
Identificazione
Organico
Descrizione
Filigrana
Relazioni
Descrizione analitica
Trascrizione del testo poetico
A Dio rive del Tebro
Rive che di smeraldi
E di gemme odorose
Tempestato mai sempre havete il seno
Onde beate a Dio
Voi ch’ai lubrici passi
Al suon del mio penar fermate il corso
Voi che di stille amare
Ne portaste di pianti al mare un mare
Rimanete felici
Mentre del suo destino altri si duole
I lampi a vagheggiar del suo bel sole
Io parto ombrosi spechi
Spechi ch’al mio languire
Rendeste per pietà dogliosi accenti
E piangeste pietosi ai miei lamenti
Ecco che pure un giorno
Le voglie appagherò di quella infida
Di quell’ingrata Filli
Che sol del mio penar pose il desio
A Dio rive a dio spechi o Tebro a dio.
Gl’augelletti garruletti
Spieghin pur canoro il grido
Sul tuo lido
Salutando il il nuovo dì
Ch’io ben lungi tra sospiri
Tra martiri
Piangerò chi mi tradì.
E soffrireste o lumi
Di vedere il mio bene
Il mio core il mio sole ad altri in braccio?
No no, rivolgo i passi
Per solinghi sentieri a selve ignote
E con querule note
Colà vivrò tra i sassi
Tra le fiere e le piante
Mal grato adorator romito Amante.
Collocazione
Immagini
Repertori bibliografici
Tipologia
Musica manoscritta
Scheda inferiore