L’innamorato Aminta Gio. Cesare Netti
Identificazione
Organico
Descrizione
Filigrana
Relazioni
Note
Descrizione analitica
Trascrizione del testo poetico
Innamorato Aminta
Un dì godea l’armonia d’un fonte
I cui filari argenti
Smaltavano cadenti
il tenero rubbin(o) di vaga rosa
che nel prato vicin sorgea sfarzosa.
Quando il misero accorto
Che questi erano viva immagin di colei
Ch’era bella caggion de suoi tormenti
La lingua sciolse in sì dogliosi accenti:
Bella rosa vago fonte
Che dell’alma mi spogliate
Deh vedrete meco a fronte
Se nel pianto m’avanzate.
Qui il misero
Freno alla lingua diè ma non al pianto
Qundo poi si racchetò
Così mesto parlò:
Da voi sol si distilla il natio
E havete humore.
Ma sol porto [o]gno mia stilla
Seco parte del mio core.
Alle strida dolente
Alla cogita voce
L’amico Coridon tosto v’accorse
“Che stupor che meraviglia”
Dissi calando dal vicino monte,
“Par fiume Aminta e par che pianga il fonte”-
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Musica manoscritta
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