E pur volete piangere
Identificazione
Organico
Descrizione
Filigrana
Relazioni
Note
Descrizione analitica
Trascrizione del testo poetico
E pur volete piangere
Occhi sempre dolenti
No, no, non si può frangere
L’empia ch’al mio cordoglio,
L’empia ch’a miei lamenti
Veste l’alma di sasso, il cor di scoglio.
Lasso non vel diss’io
Che nell’affanno mio,
Che nel mio gran martire
Era meglio morire,
Dove misero ohimé dove scendete,
Pianti credete a me, voi vi perdete.
E che mi par credibile
Ch’al pianto un cor si pieghi
No, no, non è possibile
Che pietà senta un angue
Che disprezza miei prieghi,
Che minaccia mia vita e sugge il sangue.
Lasso che strano errore,
Al tormento, al dolore,
Cercar più lieve sorte
Son lusinghe di morte,
Dove misero ohimé dove scendete,
Pianti credete a me, voi vi perdete.
O Dio gl’occhi che risero
Vi lusingano il seno
Ah che troppo son misero
Il cielo amore, il fato
Voglion ch’io venga meno
Non ha stelle men crude un sventurato.
Lasso non v’ingannate,
per me non v’è pietate
è sbandita ogni gioia,
è destino ch’io moia;
Dove misero ohimé, dove scendete
Pianti credete a me, voi vi perdete.
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Repertori bibliografici
Bibliografia
Tipologia
Musica manoscritta
Scheda inferiore