No ch’io non son contenta
Identificazione
Organico
Descrizione
Filigrana
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Note
Descrizione analitica
Trascrizione del testo poetico
No ch’io non son contenta
Che s’estingua l’empio foco
Che si spezzin le catene
Ch’habbian fine le mie pene
Per un ingrato tutto questo è poco
Non è già l’ira mia non è sì lenta
No ch’io non son contenta.
Mio cor è tuo l’errore
Arder tu non dovevi
Al primo lampo di due luci belle
Son malvagie tal hora ancor le stelle
E con infida sorte
Paion piene di luce e portan morte
In volto giovanil spesso si vede
Congiunta gran bellezza e poca fede
Dunque all’error succeda il pentimento
La giustitia d’amor è di tal tempre
Che sol perdona a chi si pente sempre
Non basta che la fiamma sia già spenta.
No ch’io non son contenta
Che s’estingua l’empio foco
Che si spezzin le catene
Ch’habbian fine le mie pene
Per un ingrato tutto questo è poco
Non è già l’ira mia non è sì lenta
No ch’io non son contenta.
Su pianti e sopiri
Su pene e martiri
Su pena e dolore
Partite dal core
Sgombrate il mio seno
Già fatto sereno
Non fia che trabocchi
Più stilla dagl’occhi
Si scacci ogni noia
Succeda la gioia
Festeggia pur mio cor per tua gran sorte
Ch’amar un empio è come amar la morte.
O come per mio mal provai congionti
Estremi sì contrari e repugnanti
Portar negl’occhi il sol l’ombre nel core
Haver volto celeste alma di bruto
Spirar amore e respirar fierezze
Parer di latte et esser poi di tosco
Esser tutto candore e senza fede
Tutto vaghezza in volto
Tutto barbarie in prova
Ahi resti pure fiamma
Sì brutta incenerita e spenta
No ch’io non son contenta
Che s’estingua l’empio foco
Che si spezzin le catene
Ch’habbian fine le mie pene
Per un ingrato tutto questo è poco
Nel mio cor per vendetta in vari modi
Sia tomba al morto amore e culla agl’odi.
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