Ahi qual voce importuna
Identificazione
Organico
Descrizione
Filigrana
Relazioni
Note
Descrizione analitica
Trascrizione del testo poetico
Ahi qual voce importuna,
Quasi larva funesta a l’aria oscura,
E bruna i miei riposi
E le mie gioie infetta.
Ben ti conosco (Orinda) ai tristi accenti,
Ma di chi ti lamenti?
Perché turbar mia pace?
Già la lingua verace
T’aperse del mio cor gl’occulti sensi,
Folle che fai? Che pensi?
Forse ritrarmi speri
A’ tuoi spezzati amori,
Con mentiti dolori,
Con lusinghe fallaci,
Taci, stolta deh taci.
Io non t’amo, né t’amai, né t’amarò,
Anzi ogn’or più costante
Ne’ miei sdegni t’odiarò.
Perché scortese
Facesti offese
A la mia bella amante,
A te malvagia, a te la terra manchi,
Il Ciel si stanchi
Di rimirarti,
Parti larva funesta omai sì parti.
Io sarò sempre per te
Un mostro d’orgoglio
Per lei fermo scoglio
D’amore, di fé.
Né per pena o martire
Il mio desire
Mai cangerò
Che godere non può
Pura fè, vera beltà,
Chi costanza al cor non ha.
Per lei ch’adoro
Poco mi cal s’io moro.
Caro mi fia, che sian tormenti e doglie
De la costanza mia trionfi e spoglie.
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Bibliografia
Tipologia
Musica manoscritta
Scheda inferiore