Lo Sò pupille vaghe Cantata Alto Solo con Violini Del Sig.r Antonio Caldara
Identificazione
Organico
Descrizione
Filigrana
Note
2 parti: A e bc, vl 1 e 2
Descrizione analitica
Trascrizione del testo poetico
Lo so pupille vaghe
Del bell’idol, che adoro,
Che quante volte io torno a rimirarvi
Sempre accresco al mio cor, nuove le piaghe;
Lo so ma pur vi torno,
Che nel sembiante adorno
Di Nice mia così splendete altere
E la vista di voi m’è sì gradita,
Che il soave piacer di rimirarvi
Compensa il duolo d’ogni mia ferita.
Per mirarvi o vezzosette
Nere ardenti pupillette
Non mi curo di languir.
Vola ancor la farfalletta
Alla face sua diletta
E pur sa che le sue piume
In quel lume
Deve al fine incenerir.
Ma perché mai sì belle
Lucidissime stelle
Ho da mirar sempre ver me sdegnose?
Ah se un giorno pietose
Per mitigar la fiamma onde tutt’ardo
Rivolgerete un guardo
Verso chi v’ama ogn’or meno severo
Quanto godrà il mio cor, ma non lo spero.
Non lo spero e pur così
Voglio amar chi mi ferì
E il vuo amar senza speranza
Forsi un dì si desterà
Nel mio ben qualche pietà
Nel mirarla mia costanza.
Collocazione
Immagini
Repertori bibliografici
Tipologia
Musica manoscritta
Scheda singola