Cantata 24.a

Pubblicato

Identificazione

ID scheda
4617
Forma musicale
cantata

Organico

Organico sintetico
1V,1str
Organico analitico
Soprano e continuo

Descrizione

Paese
Italia
Lingua
Italiano
Descrizione fisica
1 partitura (c. 81v-­84v)
Presentazione
Partitura

Filigrana

Relazioni

Note

La cantata è la venticinquesima della raccolta manoscritta. La denominazione "Cantata 24.a" è tratta da c. 81r. Nome dell’autore dal frontespizio dell’intero manoscritto.

Descrizione analitica

1.1: (recitativo, c)
Poiché cessaro alfin gl'aspri tormenti
2.1: Andante (aria, Fa maggiore, 3/8)
Vago ruscello
3.1: (recitativo, c)
Del mio fiero destino
4.1: Andante (aria, Do maggiore, 3/8)
Clori mia, mio sol, mia vita

Trascrizione del testo poetico

Poiché cessaro alfin gl’aspri tormenti
Del crud’esiglio ove mi trasse il fato
Amarti all’impresa
Or con l’anima accesa
Ried’a te Clori mia, mio nume amato.
Già già più non temo
Nel guerrier cimento
Ch’altri i dardi mi scocchi
Ch’io voglio Clori mia,
Le ferite al mio sen de tuoi begl’occhi.

Vago ruscello
Scorre sul lido
Ma torna fido
Del mare in sen.
Tal io son quello
Che lungi errante
Or fida amante
Torn’al mio sen.

Del mio fiero destino
Già penando soffersi
La crudeltà più ria
Già con nav’agitata
Solcai del mar l’onde più infide e irate
Poiché lungi da te con l’alma mesta
Ove il piede volgeva era tempesta,
Or che ritorn’a voi lucide stelle
Vegg’in calma cangiar le mie querele
Ed al vago fulgor di vostra face
Sper’alla guerra in dolce pace.

Clori mia, mio sol, mia vita
Col bel dardo del tuo sguardo
M’impiagò l’arciero amor.
Fu crudele la ferita
Mentre vissi a te lontano
Or la rende la tua mano
Cara e dolce a questo cor.

Collocazione

Biblioteca
I-Vgc — Venezia, Biblioteca della Fondazione "Giorgio Cini" (dalla scheda superiore)
Fondo
Rolandi
Segnatura
senza segnatura/25

Immagini

Bibliografia

Tipologia

Tipo documento
Musica manoscritta
Livello scheda
Scheda inferiore

Persone collegate

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