Cantata 12.a
Identificazione
Organico
Descrizione
Filigrana
Relazioni
Note
Descrizione analitica
Trascrizione del testo poetico
Piagge fiorite e amante
Io parto e resta in voi la bella Irene,
Parto e voi per pietà del mio tormento
Ditele ogni momento
Ch’io sol vivo e non moro a lei distante
Perché impresso ho nel core il suo sembiante.
Ah sì sì degg’io partire
Dall’idolo che adoro.
A tanto rio martire
Languir mi sento e moro.
Fugge crudel di barbaro destino
Vuol che altrove il mio piè s’aggiri errante
E forse chi me di queste amiche piante
Più volger non potrassi al bel cammino,
Ah che questa è quell’ora in cui pavento
D’abbandonar per sempre il sol ch’adoro.
Ma che dissi abbandono?
Parto è ver, ma con lui pur sempre io sono.
Tiranna lontananza
Farmi languir così,
Tiranna lontananza
Farmi languir potrà.
Ma che la rimembranza
Io perda del mio bene
Già mai non lo farà.
Collocazione
Immagini
Bibliografia
Tipologia
Musica manoscritta
Scheda inferiore