Cantata 8.a
Identificazione
Organico
Descrizione
Filigrana
Relazioni
Note
Descrizione analitica
Trascrizione del testo poetico
Benché porti nel volto
La mia Flora gentile
Di gigli e rose un sì vezzoso aprile,
Benché sian del suo ciglio
Folgoranti gli sguardi
Pur non son questi i dardi
Più validi, pungenti,
Ond’essa d’ogni core ottien la palma
Più bei fior che nel viso,
Più bei rai che han sugl’occhi a lei nell’alma.
D’un’alma sì bella
Mai lucida stella
L’idea non formò.
Virtù la compose
E tutti in lei pose
Quei lumi che sparsi
In mille spiegò.
Fiamma che a sì bei lumi
Di non caduca e frale
Bellezza già s’accese
Alimento immortale
Può vantare al suo foco
Non temer che l’estinga
Mai distanza di tempo o pur di loco.
Ti tolsi l’empia sorte
Niso infelice quell’amato oggetto
Onde in fiamma sì pura arde il mio seno
Ma se ben lei lontan non ardi meno
Anzi al tuo mesto core
Se la luce mancò crebbe l’ardore.
Gode felice
Al suo bel lume
Arder le piume
La farfalletta.
Che non le piace
Perder la vita
Incenerita
Da quella face
Che la diletta.
Collocazione
Immagini
Bibliografia
Tipologia
Musica manoscritta
Scheda inferiore