Pasquini

Pubblicato

Identificazione

ID scheda
4494
Titolo dell'opera
Forma musicale
cantata

Organico

Organico sintetico
1V,1str
Organico analitico
Soprano e continuo

Descrizione

Paese
Italia
Lingua
Italiano
Descrizione fisica
C. 56-63 (olim c. 55-62)
Presentazione
Partitura

Filigrana

Non rilevata

Relazioni

Fa parte di

Note

Il nome "Pasquini" è stato aggiunto posteriormente. In altre fonti la cantata è attribuita a Carlo Ambrogio Lonati, cfr. Repertori bibliografici.

Descrizione analitica

1.1: (recitativo-arioso, mi minore, c)
Della notte cadente
2.1: (aria, la minore, c)
Del vento fra l’ali
2.2: (aria, la minore, c)
La stella d'amore
3.1: (recitativo, c)
Forse fortuna e amor
4.1: (aria, mi minore, c)
Flutti voi, flutti sonanti
5.1: (recitativo, c)
Ah, del suo fiero orgoglio
5.2: (arioso, mi minore, 3/2)
È men crudele il mar, men duro un scoglio

Trascrizione del testo poetico

Della notte cadente
Minacciata del dì l’ombra cedea
E già satio d’ambrosia Eto impatiente
Calpestando le nubi il fren mordea,
Quando al grato concento
De le canori [?] volanti
Aperse Olimpia il sonnacchioso lume
E tra l’amate piume
Stringer credea Bireno e strinse il vento.
Con le braccia tremanti
Scorre il vedovo letto,
Di quel nome adorato
Fa rimbombar quel solitario tetto.
Al fin presaga del suo crudo fato
Volge al lido vicin il passo errante,
Che ingannar non si puote un cor amante
Vidde, ahi vista crudele!
Sovra un abete alato
Gonfie d’aura le vele
Solcar l’umide vie Bireno ingrato.
Con la destra innocente
Della chioma oltraggio l’aureo tesoro
Dell’ampio mar su i fluttuanti argenti
Cadde quel biondo crine in pioggia d’oro
E con lacrime amare
Poscia arricchì di nuove perle il mare.
Al fin con questi dolorosi accenti
Empì l’aria di strida e di lamenti:
Bireno, ove ne vai?
Al fallace sereno
Sorgono orrendi ogn’or nembi e procelle,
Della calma d’un seno
Sembrano le tempeste a te più belle.
Torna all’amate mura,
Che navigar quell’onde
Il sepolcro a te stesso aprendo stai.
Bireno, ove ne vai?
Tu segui le procelle. Ah, ben dimostri
Essere il mar fido ricetto ai mostri.

Del vento fra l’ali,
La morte s’asconde,
Son trombe ai mortali
Del Pelago l’onde.

La stella d’amore,
Che tremula, splende,
Se naufraga un core,
Quel face s’accende.

Forse Fortuna e Amor guidan le prore;
È cieca la Fortuna e cieco Amore.

Flutti voi, flutti sonanti,
Che ne scogli vi frangete,
Se v’accrescono i miei pianti,
Deh, quell’empio lacerate.

Ah, del suo fiero orgoglio

È men crudele il mar, men duro un scoglio.

Collocazione

Biblioteca
D-MÜs — Münster, Santini-Bibliothek (in D-MUp) (dalla scheda superiore)
Segnatura
Sant.Hs.863/7

Immagini

Repertori bibliografici

Nigito 2012b: n. Sp. 2

Bibliografia

Tipologia

Tipo documento
Musica manoscritta
Livello scheda
Scheda inferiore

Persone collegate

Pasquini, Bernardo autore incerto

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