Del Sig.r Bernardo Pasquini
Identificazione
Organico
Descrizione
Filigrana
Relazioni
Note
Nota sul compositore alla fine della cantata: "B.P."
Descrizione analitica
Trascrizione del testo poetico
Un dì soletto Eliso a piè d’un monte,
Ch’è rozzo genitor di pura linfa,
D’aspro macigno a fronte
Vi contemplava il cor della sua Ninfa:
Oh quante pene, oh quante
Soffrir mostrava il pastorello afflitto.
Che più? s’era trafitto
Da stral, che impiaga un non gradito amante.
Sciolse un sospiro e per pietà rattenne
Quel fiume il corso e Zeffiro le penne;
Et ei disse così donando in tanto
A Zeffiro i sospiri, al fiume il pianto.
Ruscelletto, che t’arresti
Per temprare il foco mio,
Dì, che chiedi per pietà?
Se tu brami, ch’io ti presti
Del mio ciglio esausto il rio,
L’asciugò la crudeltà.
Ma l’onda tua col mormorio mi dice:
Prendi gl’umori miei, prendi, infelice
E tu Filli crudel pur non ti frangi,
Piangi mio cor, deh piangi.
Zeffiretto, che i respiri,
Fermi al suon della mia pena
Di, che vuoi del mio penar?
Se tu brami i miei sospiri,
Senti pur, che appena io spiro
Sol per troppo sospirar.
Ma dirmi vuoi col sibilo odorato,
Perché spirto non hai, t’offro il mio fiato
E tu, Filli crudel, non freni l’ira
Sospira, o cor, sospira.
Qui stuolo di martiri
L’alma l’assale e cadde al suolo oppresso,
E mentre al cor non era più concesso
Di stillar pianti e d’esalar sospiri,
Al suo muto tormento
Piangeva il fiume e sospirava il vento.
Collocazione
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Repertori bibliografici
Bibliografia
Tipologia
Musica manoscritta
Scheda inferiore