20 Ag.o 1702 Scarlatti
Identificazione
Organico
Descrizione
Filigrana
Relazioni
Note
La data originale 1702 è stata cambiata in 1701, forse da mano diversa.
Descrizione analitica
Trascrizione del testo poetico
Non è come si dice
Ch’io non conosca Amor
Nutrisco ancora il foco,
Che accese nel mio seno
Quand’ero piu felice colei
Per cui vien meno il mio dolente cor.
Filli, se ti rammenti
Quanti giri di sole e quante notti
Per servirti fedel per te impiegai;
Quanti amorosi accenti
A palesar mie pene
E quanti affanni per te soffersi,
E quanto un dì t’amai;
Ben portrai dirmi ch’io conobbi Amore,
E che troppo infelice è questo core.
Tempo fu che l’Alma amante
Dir potea per te mi moro
Or so spiro un solo istante
Per ridir ch’ancor t’adoro.
Mà non è il cor, l’Alma non è, che in petto,
Non arde ancora, e non ti serba fede
Purtroppo vive in me quel primo affetto,
E la costanza mia
Ai colpi del destino ancor non cede
Tu, sei quella (e perdona
Sfogo del mio dolor le mie querele)
Si, tu sei quella, ahi quanto cruda e ria!
Quella, che più non sei qual fosti un tempo,
E che ver me crudele
Sprezzi amor servitù gl’affanni miei.
Se più non prezzi
Mia bella fede
Per te fedele
Saprò morir.
Sei tuoi disprezzi
Son mia mercede
Morte crudele
Meglio è soffrir.
Collocazione
Immagini
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Tipologia
Musica manoscritta
Scheda inferiore