Bella D. veduta dall’Amante recitar L’Officio

Pubblicato

Identificazione

ID scheda
3959
Titolo dell'opera
Forma musicale
cantata
Titolo alternativo
Bella donna veduta dall'amante recitar l'officio

Organico

Organico sintetico
1V,1str
Organico analitico
Soprano e continuo

Descrizione

Paese
Italia
Lingua
Italiano
Descrizione fisica
C. 9-10v
Presentazione
Partitura

Filigrana

Non rilevata

Relazioni

Fa parte di
Cantate (n. 3295)

Note

Il tit. si ricava dall’intitolazione a c. 9r; ivi, in alto a destra: Cantata (altra mano).

Descrizione analitica

1.1: (recitativo, c)
S, Numi numi che veggio?
2.1: Adagio (aria, mi minore, 3/2)
S, Piangi piangi o povero cor
3.1: (recitativo, c)
Invano o fidi amanti
4.1: Adagio (aria, mi minore, c)
Compunta trafigge impiaga
5.1: (recitativo, c)
Ferma bella deh ferma
6.1: Tardissimo (aria, mi minore, 3/2)
Cessa o bella di supplicar
6.2: (aria, mi minore, 3/2)
Cessa o cara di farmi languir
7.1: (arioso, mi minore, c)
Rio tenor di destino

Trascrizione del testo poetico

Numi, numi che veggio?
Ancora in luogo immune
Incrudelir coi cori
Sanno dell’idol mio crudi rigori.
Con le preci a la mano
Clori amata: che fai?
Ah che spietato impara
Forse dal salmeggiare
Commetter homicidi il cor amante?

Piangi piangi o povero cor
Modi crudi, forme strane
Ella adopra, oh dio! con te.
Servitudi homai son vane
E frustanea è la tua fé.
Troppo crudo è il tuo rigor
Piangi piangi o povero cor.

Invano o fidi amanti
Scampo cercate al saettar de’ sguardi
Se ancor ne’ tempi i dardi
Avventa con rigore. Anzi rimiro
Con portentosi affetti
Che le preghiere sue cruciano i petti.

Compunta trafigge,
Impiaga piegata,
Divota spietata,
Afflitta m’affligge.
E prov’io l’atto infedele
La santità moderna esser crudele.

Ferma bella deh ferma!
Che trafitto il mio core
Da quelle sacre preci,
T’insegna hor gl’atti infidi
Se dai requie a li morti, i vivi uccidi.

Cessa o bella di più supplicar,
Che crudo che fiero
È troppo il tenor,
Severo è il rigor
Del sacro tuo orar.
Cessa o bella di più supplicar.

Cessa o cara di farmi languir
Tropp’aspra e atroce
È tal ferità [!]
Feroce empietà
È’l farmi morir.
Cessa o cara di farmi languir.

Rio tenor di destino
Che a provar mi condanna
Sin quando vuol pietà Clori tiranna.

Collocazione

Biblioteca
I-MOe — Modena, Biblioteca Estense e Universitaria (dalla scheda superiore)
Segnatura
Mus. F. 1360/3

Immagini

Tipologia

Tipo documento
Musica manoscritta
Livello scheda
Scheda inferiore