Cantata del Sig.r Nicolò Porpora
Identificazione
Organico
Descrizione
Filigrana
Relazioni
Note
Nell’indice la cantata è intitolata: Lidio.
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Descrizione analitica
Trascrizione del testo poetico
Lidio, chi d’amor sente il foco il dardo
E ‘l tormentoso laccio
A ragion teme il giaccio
Crudel di gelosia e nutre il seno
Di quel freddo veleno
Onde il sangue si gela a tutte l’ore
E par che manchi ogni momento il core
Ma se a te mai non punse
D’amor lo stral né t’infiammò la face
A che turbar la pace
Del mio povero cor che visse in pene?
Condennato a bacciar le sue catene.
Non s’annoda nel tuo core
Non alberga nel tuo petto
Quel sospetto quel timore
Di tiranna gelosia
Io sol provo in questo seno
Nel rigor d’un fiero inganno
Quel affanno e quel martire
Che tormenta l’alma mia.
Dunque Lidio gentile
Se vuoi che di Cupido siegua l’orme
Incostanti ogni speme
Del cor posta in oblio
Il farò sì ma di te stesso a scorno
Forse avveduto un giorno
Lasciando il finto amor dirai col core:
Sempre fu gelosia figlia d’amore.
Collocazione
Immagini
Repertori bibliografici
Tipologia
Musica manoscritta
Scheda inferiore