Io credea che senza Core Cataldo Amodei
Identificazione
Organico
Descrizione
Filigrana
Relazioni
Descrizione analitica
Trascrizione del testo poetico
Io credea che senza Core
Mi dannasse Amore in doglie;
Ma col cor per mio dolore
Ei la lingua ancor mi toglie.
Ardo tacito amante
Per leggiadro sembiante,
E l’incendio feroce
Arse la bocca e mi rubbò la voce.
Penare, languire
Per cruda beltà,
S’è fiero martire
Quest’alma lo sa;
Ma viver tacendo,
Penando, languendo,
È doppio morire
Con più crudeltà.
Penare, languire
Per cruda beltà,
S’è fiero martire
Quest’alma lo sa.
Che vuoi da me, Timore?
Non basta che ad Amor io dia ricetto?
Ti mancavi, o tiranno entro il mio petto.
Ma che dico infelice?
Così vuole il destino,
Ha timor l’Amor mio, perch’è bambino.
Non più temer no no
Scopri la fiamma o Cor
Che se troppo nascondi l’ardor,
Consumare io ti vedrò.
Non più temer no no.
Scopriti o cor si si
Non ti nasconder più
Forse cara la tua servitù
Averà chi ti ferì
Scopriti o cor sì sì.
Parla lingua ma tu
Scioglier non puoi gl’accenti?
Lingua mia, chi ti trattiene?
Svela, svela le pene
Ah che scoprir non posso
L’intrinseco dolore:
Parlar non sa s’è balbettante Amore.
Se i labri miei liganti
Parlar non sanno, o Bella;
Degl’occhi innamorati
Intendi la favella.
Benchè l’atroce affanno
La bocca non distingua,
Palesar sì che il sanno
Più gl’occhi, che la lingua.
S’un guardo, o bella giri
Cortese a’ miei martiri,
Vedrai in un istante
Favellar l’amor mio fatto gigante.
Collocazione
Immagini
Repertori bibliografici
Bibliografia
Tipologia
Musica a stampa
Scheda inferiore