Originaletto Amante frenetica Cantata Alto solo con Violini Del Sig.r Antonio Caldara
Identificazione
Organico
Descrizione
Filigrana
Descrizione analitica
Trascrizione del testo poetico
Alme voi, che provaste
Non pur lo stral d’amore
Mà il veleno crudel di Gelosia,
Nella sua pena sia
Consolate il mio cor che langue e more.
Amai gran tempo e corrisposta amante
Godei l’amor del caro bene in pace
Quando tutto il diletto,
che dava à me corrispondenza e amore
da un geloso sospetto
Fù cangiato in tormento al fido core;
Ond’ altro non m’avanza,
Che d’aver adorato un infedele
L’acerba rimembranza.
Nell’orror del tradimento
Si confonde l’alma mia
Del delitto già mi pento.
Che fù amare un traditore
Ma la pena dell’errore
Or mi dà la gelosia.
Si, si, che mi tradì Daliso ingrato
Ecco, che a me davante
Con la novella amante il piè rivolge
Senti come con quella
dolce d’amor favella:
Taci, taci mia lingua hor ch’ei raggiona,
ed ancora una volta
Fille tradita l’empie voci ascolta.
Col bel guardo ch’innamora
Lucidissime pupille
Piagaste il cor e tu l’ascolti o Fille?
Ah no pera l’infido
Ecco già l’armi impugno ecco l’uccido.
Dammi i fulmini o Giove,
Ch’ei coll’ esser spergiuro
Al par di me tua Deitade offese,
E perchè nel mirarlo
Il colpo non s’arresti, e forse ancora
Di lui senta pietà l’offeso core
Prestami la tua benda o Dio d’amore.
Nel duol che mi tormenta
Contenta Io pur sarò
Quando penar vedrò
Penar vedrò colui
Che mi tradì.
E se pentita allora
Mi chiederà pietà
Dirò voglio che mora
L’empio spergiuro.
Collocazione
US-NH; Misc.Ms.35
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Repertori bibliografici
Bibliografia
Tipologia
Musica manoscritta
Scheda singola