Poiché l’orido mostro

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Identificazione

ID scheda
2561
Forma musicale
cantata

Descrizione

Paese
Italia
Lingua
Italiano

Filigrana

Non rilevata

Relazioni

Trascrizione del testo poetico

Dafne
Poiché l’orrido mostro
Per man del biondo dio giacque trafitto
Correano a cento a mille
Di Tessaglia nei campi
Gareggiando i pastori
Del grande Apollo a celebrar gl’onori.
Intanto il cieco nume
Quasi per vendicar Pitone estinto
Ferì d’acuto strale il re del lume
Egli a Dafne crudele
Alfin si dié per vinto
Ed espresse così le sue querele:

Ho gli strali a mio volere
E m’impiaga il tuo bel ciglio
Sono il lume delle sfere
E pur vince il mio potere
Di Citera il cieco figlio.
2
Deh mio sol non più rigore
Già che al sole il foco accendi
O ti rendi al mio dolore
O mi dona il tuo spendore
O nel ciel per me risplendi.

Lascia il seguir Diana
O mia fera crudel più d’ogni fera
Che spirasse gia mai l’aura del bosco
Ma se Diana alletta
L’inumano desire
Il germano di lei deh non fuggire
Tu quell’augel quel fiore
Che intorno a me s’aggira
Che in me sempre s’affisa esser dovresti
E pur per opra del bendato dio
Aquila ed Elitropio alfin son io
E farfalla sarei del tuo bel lume
Ma non posso morir perché son nume.

Se viver non posso
Non posso morir
O cieli
Crudeli
Che termine date
A tanto languir.
2
Se un nume nel mondo
Non trova pietà
O fati
Spietati
Voi ditemi dove
Cercar la dovrà-

Mentre così dicea
Il lucido signor del quarto giro
L’interruppe un sospiro:
Indi fermò lo sguardo al pié d’un colle
Vide la sua tiranna
La seguì disperato ella fuggendo
Si cangiò d’improvviso in verde alloro
Ei restò senza moto
E poi proruppe: ahi lasso
Dafne si cangia in tronco e Febo in sasso.

Alma bella dell’idol che adoro
Ti prometto che onor delle piante
La tua spoglia per sempre sarà.
Già mi cingo la fronte d’alloro
Onde bramo che sappia ogni amante
Che è corona la tua crudeltà.
2
Quando o cruda fuggir tu volesti
Vidi alfine cessar l’apparenza
Perché il fato il tuo cor palesò:
Che se priva di senso nascesti
Sempre avesti di tronco l’essenza
Ma il sembiante finor lo celò.

Tacque Febo e disparve
Ma poi nel ciel cantò sdsul plettr d’oro
Che vuol mirti Cupido e non alloro.

Collocazione

Biblioteca
V-CVbav — Città del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana (dalla scheda superiore)
Fondo
Vat. lat.
Segnatura
10204/22

Tipologia

Tipo documento
Testo per musica manoscritto
Livello scheda
Scheda inferiore

Persone collegate

Paglia Francesco Maria autore del testo per musica

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