Cantata à Voce sola Del Sig.r Alessandro Scarlatti
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Descrizione analitica
Trascrizione del testo poetico
A te, Lisa gentile,
Io d’inviar promisi
Dolci ed ameni carmi,
Che fra musiche note
Percossi dal tuo labro
Ch’ogn’alma ossequiosa ascolta e inchina,
Dovessero sovente
Spargere all’aure un’armonia divina.
Sul tuo labro i zefiretti
Placidetti innamorati
Corron sempre a festeggiar.
E ogni cor sospende i fati
De’ tuoi fiati a respirar.
Ma perché poi non seppi
Trovare al tuo gran merto
Canto che vaglia incerto?
Restai bella fin hora,
Ed hor che di te parlo
Stupido e immoto e muto, io resto ancora.
Quando canti ogn’alma incanti
E l’annodi in dolci modi
A una bella servitù.
La tua voce è vaga pena
E di cigno e di sirena
La bellezza e la virtù.
Già la fama palesa
Con la sua tromba d’oro
De’ tuoi pregi immortali il grido illustre
Ma convien che tu canti.
Se tu non canti ogn’hora
La fama tacerà!
Ché voce più canora
E tromba più sonora
La gloria non havrà!
Collocazione
Repertori bibliografici
Tipologia
Musica manoscritta
Scheda inferiore