Cantata Morale.
Identificazione
Organico
Descrizione
Filigrana
Relazioni
Note
Descrizione analitica
Trascrizione del testo poetico
Alma tù, che dal cielo
La più perfetta origine traesti,
Tù, che à vestir questo corporeo velo
Peregrina scendesti,
Deh, nel brieve camin, che s’è prescritto,
Guardati dal delitto,
E s’ei t’assale, i pregi tuoi rammenta
D’immortal, di creata e di redenta.
Come mai
Tanto ingrata esser potrai
Verso un Dio, che ti creò?
Verso un Dio, che per tuo bene
Soffri stenti, oltraggi e pene
Et il sangue suo versò.
Dal tuo natal sublime,
Dal dover, dall’onor, dal tuo periglio,
Alma, prendi consiglio.
Bilancia pur premio e castigo e poi
Pecca, se peccar puoi.
E se creata e se redenta sei,
Pecca, se peccar dei.
Pur redenta e creata
Tù pecchi ancora? Ah, sconoscente, ah, ingrata.
Vedi l’Inferno aperto
E vedi aperto il ciel.
La mente tua si svegli,
Indi rifletti e sciegli
D’esser ver tè col merto
Pietosa ò pur crudel.
Prendi il crin della sorte, oggi sel salva,
Mà s’aspetti à diman, la sorte è calva.
Collocazione
Immagini
Bibliografia
Tipologia
Musica manoscritta
Scheda inferiore