La pastorella mia spietat’ e rigida

Pubblicato

Identificazione

ID scheda
2246
Forma musicale
aria strofica

Organico

Organico sintetico
1V,1str
Organico analitico
Soprano e continuo

Descrizione

Paese
Italia
Lingua
Italiano
Descrizione fisica
P. 18
Presentazione
Partitura

Filigrana

Non rilevata

Relazioni

Note

L’ultimo verso dell’aria, secondo le indicazioni poste sulla partitura, è da cantarsi "sopra la replica". Il testo è tratto da Jacopo Sannazaro, I-Fn, Palat.51.

Risorse web

Descrizione analitica

1.1: (aria strofica, Fa maggiore, 3/1)
La pastorella mia spietat'e rigida

Trascrizione del testo poetico

La pastorella mia spietat’e rigida
Che nott’e giorn’ al mio soccorso chiamola
Si sta superba più che giaccio frigida.

Ben sanno questi boschi quant’io amola
Sannolo fiumi, monti, fior ed uomini
Ch’ogn’or piangendo e sospirando bramola.

Sallo quante fiati il dì la nomini
Il gregge mio che già tutte ore ascoltami
O ch’egli in selva pasca o in mandria [...].

E che rimbomba e spesso indietro voltami
Le voci che sì dolci in aria suonano
E nell’orecchie il ben nome risoltami.

Quest’alberi di lei sempre ragionano
E nelle scorze scritta la dimostrano
Ch’a pianger spesso ed a cantar mi spronano
Per lei li tori e gli arieti giostrano.

Collocazione

Biblioteca
I-Bc — Bologna, Museo internazionale e Biblioteca della musica (dalla scheda superiore)
Segnatura
BB.35/9

Repertori bibliografici

Gaspari 1893: III, p. 135
RISM A I: N360

Bibliografia

Tipologia

Tipo documento
Musica a stampa
Livello scheda
Scheda inferiore

Persone collegate

Negri, Francesco compositore
Sannazaro, Jacopo autore del testo per musica

Nella stessa raccolta