Scheda n. 2236

Tipo record

Scheda inferiore

Tipo documento

Musica a stampa

Data

Data certa, 1726

Titolo

Quel tuo pianto che in rivi discende

Presentazione

Partitura

Legami a persone

compositore: Bellinzani, Paolo Benedetto (1682-1757)
editore: Gavelli Niccolò (1701-1777)
dedicatario: Bentivoglio d’Aragona, Marco Cornelio (1668-1732)
dedicante: Bellinzani, Paolo Benedetto (1682-1757)

Pubblicazione

Pesaro : Stamperia Gavelli, 1726

Descrizione fisica

P. 113-126

Filigrana

Non rilevata

Titolo uniforme

Quel tuo pianto che in rivi discende. Duetto, Duetto XII. Tarquinio e Lucrezia

Organico

Soprano, contralto e continuo

Repertori bibliografici

Gaspari 1893: vol. III, p. 213
RISM A I: B1784

Descrizione analitica

1.1: Largo(aria, fa minore, c)
Tarquinio, Lucrezia, Quel tuo pianto che in rivi discende
2.1: (recitativo, c)
Tarquinio, Senti superba senti
3.1: Spiccato(aria, mi♭ maggiore, 3/8)
Tarquinio, Pensa risolvi e poi
4.1: Adagio(recitativo, c)
Lucrezia, Sommi Dei che vedete
5.1: (aria, si♭ maggiore, c)
Lucrezia, Se soffrir voi non potete
6.1: (recitativo, c)
Tarquinio, Lucrezia, Or via non più dimore
7.1: Non tanto presto(aria, fa minore, c)
Tarquinio, Lucrezia, Forse ancora il ciel chi sà

Trascrizione del testo poetico

[a 2]
Quel tuo pianto che in rivi discende / Questo pianto che in rivi discende
Non è figlio di tenero amore / Vero figlio di tenero amore
Sua sorgente non prende dal cor. / Sua sorgente non prende dal cor.
Sarò sempre tiranna spietata / Se nol credi tiranna spietata
Che non puote mai farmi infelice / Ti prepara bersaglio infelice
Il timor del tuo folle rigor. / Del mio giusto crudele rigor.
Quel tuo pianto che in rivi discende...

[Tarquinio]
Senti superba senti,
Per te non v’è più scampo:
O pietosa ti rendi alle mie voglie
O quest’acciar t’immergo nelle vene,
Quindi farò ch’al popolo romano
Noto sia ch’impudica ti colsi
Ond’a punire il fallo
Del tuo sfrenato amore
La generosa destra mia non seppe
Il colpo raffrenare alla vendetta.
Pochi momenti ancor
Restan per te, tu puoi
Il giusto sdegno mio placar se vuoi.

Pensa, risolvi e poi
A me dirai se vuoi pietade o morte.
Pensa qual più ti piace
Gioia, diletto e pace o trista sorte.
Pensa, risolvi e poi...

[Lucrezia]
Sommi Dei che vedete
La mia fede, il mio onor, la mia innocenza
Deh non soffrite un empio,
Un barbaro crudele
Che non contento ancor di darmi morte
Tenta rapirmi, oh Dio,
La più pregiata parte di me stessa.
Misero Collatino ecco in periglio
La tua sposa, il tuo onor, né la soccorri?
E tu barbaro ancora
L’ira del ciel non temi?
Temi, temi, temi la mia costanza.
Ma che! Scampo non veggio
Misera a superar sì fiero orgoglio
Né vi movete o Dei dall’alto soglio?

Se soffrir voi non potete
Numi eterni un traditore
D’ira e sdegno v’accendete
Fulminate l’empio cuor.
E se pur voi giusti siete
E il mio sangue ed il mio onore
Per pietade difendete
Dalla forza e dal furor.
Se soffrir voi non potete...

[Tarquinio]
Or via non più timore!
Ecco già stringo il ferro
Ed ecco vibro il colpo.
[Lucrezia]
Ferma tiranno ancora
Lascia ch’io penti e intanto
Il mio fiero dolor sfoghi col pianto.
[Tarquinio]
Ogni indugio è fatale
Risolvi...
[Lucrezia]
...e che spietato
[Tarquinio]
Di consentire alla mia giusta brama
[Lucrezia]
Giusta brama? Crudele
E così cerchi amore?
[Tarquinio]
Chi ricusò gl’affetti e i preghi miei
Abbia rigor...
[Lucrezia]
...e lo soffrite o Dei?

[a 2]
Forse ancora il ciel chi sà / Chi a sospir ceder non sà
Per ferirti traditore / Ceda poi al fier rigore
I suoi strali avventerà. / Dell’offesa mia pietà.
Se per me scampo non v’è / Mia tu sei scampo non v’è
Se tua son non è già ’l core / Or ti rendi tutta amore
Che ’l suo fallo punità. / E ’l mio sdegno perirà.
Forse ancor il ciel chi sà...

Paese

Italia

Lingua

Italiano

Segnatura

I-Bc - Bologna - Museo internazionale e Biblioteca della musica
collocazione DD.131.12

Scheda a cura di Giulia Giovani
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