Oh che legge crudele mus. di Sev.o de Luca
Identificazione
Descrizione
Filigrana
Relazioni
Trascrizione del testo poetico
Oh che legge crudel d’amor tiranno:
Ardo, gelo sospiro
Temo spero languisco
Piango, penso e deliro
Prego peno e gioisco
Tu m’alletti ed io moro
Tu m’uccidi e t’adoro
Ma fra tanti contrasti
Del mio core agitato
Pur mi nasce nel seno un nuovo affanno.
Oh che legge crude d’amor tiranno.
Aria
Sai qual è quel gran dolore
Che m’affligge o bella il core
O mi strugge ognor per te:
Lo dirò ma non vorrei
Palesando i sensi miei
Dubitar della tua fe’.
2a
Sai qual è quel gran veleno
Che mi bolle o cara in seno
E la morte mi darà:
Lo dirò ma non vogl’io
Con un dubio del cor mio
Provocar la tua pietà.
Temo, e temo a ragione
Che un dì novello oggetto
Ti rappresenti il Nume
Che delle pene altrui prende diletto;
E tu questo in non cale
Il mio lungo servir la mia gran fede
Condanni a mormorar nel mar d’oblio
L’acque del pianto mio.
Aria
Se con novello oggetto
Vorrà ferirti il petto
Il dio di Gnido
Tu non gli dar ricetto
Che il pregio dell’affetto
È l’esser fido.
2a
Se mai novello amante
Ti vedi intorno errante
O mio tesoro
Non dare al bel sembiante
La macchia d’incostante
O ch’io mi moro.
Che se per mia sventura
Altrettanto vacilla il tuo pensiero
Chi da te vuole amore
Sappia che il tuo sembiante è nel mio core.
Aria
Chi non vuole il tuo volto
Che sta nel mio petto
Uccida il rivale
Che forse l’avrà
Ma sappia che accolto
Lo tien sotto l’ale
Il dio pargoletto
E poi con lo strale
Difesa gli fa.
Collocazione
Tipologia
Testo per musica manoscritto
Scheda inferiore