Cantata à Voce Sola Del Sig.r Alessandro Scarlatti
Identificazione
Organico
Descrizione
Filigrana
Relazioni
Note
Tit. dall’intitolazione a c. 33r; num. delle carte moderna (33-41); c. 42 vuota; nella descr. analitica 3.1 è "recitativo", mentre nell’originale è scritto "aria"
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Descrizione analitica
Trascrizione del testo poetico
Una beltà ch’eguale
Nel bel regno d’amor, amor non tiene
Di schernita costanza
Mi fa sentir nel cor tutte le pene.
Io l’adoro, io sospiro,
Io da begl’occhi suoi
L’esser cieco imparai,
Ella lo sa ma non sospira mai.
Son geloso e no’l prezza
Son fedele e mi sprezza,
Son costante e nol crede.
Vorrei, vorrei dunque, ma che?
Ahi, non spera il mio cor altra mercé!
Lo so che sei crudel,
Ma sei mio nume amato
E so che son fedel
Ma sventurato.
Ancor fuma di sangue
Lo stral con cui amor l’alma ha piagato
Per quel volto adorato:
Ella ne gode e per accrescer piaghe
Scocca sempre saette
Coll’arco arcier de le sue luci vaghe,
E se pietade imploro
Dal labro suo vermiglio
Con quella lingua oh Dio che spira fiori
Altro non dice a me che mori, mori.
Bella, se vuoi per te farmi languire
Con un piacer appaga il mio pensier
E poi? E poi morire.
Collocazione
Repertori bibliografici
Tipologia
Musica manoscritta
Scheda inferiore