Cantata Del Sig.r Hende
Identificazione
Organico
Descrizione
Filigrana
Relazioni
Note
Descrizione analitica
Trascrizione del testo poetico
Irene, idolo mio, crudel Irene,
In van tento fuggire
Il mio destin, se meco porto impressa
Della tua crudeltà,
Del mio sprezzato amor, l’imago istessa.
Io t’amo e tu nol credi,
Io peno e pur non hai
Pietà de miei sospir, delle mie pene,
Ch’io penarei contento,
Se pietà havesti almen del mio tormento.
Tormento maggiore
Di quel del mio core
Dar non si può.
S’io parlo ad Irene,
S’accrescon le pene
E pace non ho.
Tal or che cerco Irene
Spiegar col labro
I sensi del mio core.
Irene, ahi non rispondi
E con ingiusti sensi
Infido chiami il puro affetto mio.
Se ver te fisso il ciglio
Al ... allor rivolgi i sguardi tuoi,
Onde sempre per te prova il mio core
Cagion di nuova pena e di dolore.
In tanti affanni
È immerso il core,
Pace non trova
Quest’alma mia.
Pria fu lo sdegno,
Poi fu il rigore,
Or la tormenta
La gelosia.
Contro forza fatale
Del Dio bendato è ver, che nulla vale.
Ma ben può fedeltade
Ammollire d’un sen l’asprezza ria,
Onde spera il mio core
Vincer con la costanza il tuo rigore.
Quanto più rigida
Si mostra Irene,
Sempre più fervida
La fiamma è in me.
Mia bella, sprezzami,
Io pur t’adoro
E più costante
Sarò per te.
Collocazione
Immagini
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Tipologia
Musica manoscritta
Scheda inferiore