Cantata Del Sig.r G. F. Hendel
Identificazione
Organico
Descrizione
Filigrana
Relazioni
Note
Descrizione analitica
Trascrizione del testo poetico
Del bel idolo mio
Quest’è la fragil sua terrena salma.
Per rintracciar quell’alma
Scenderò d’Acheronte
Al tenebroso luogo.
Quell’adorata imago
Mi sarà cinopura [cinosura] in fra gl’abbisi [abissi].
Corri, corri à morir, misero amante,
Che la mortal sentenza
Io già la fulminai e già la serissi [scrissi?].
Formidabil gondoliero,
Io ti bramo, approda alla riva.
Nel varcare il temuto sentiero
Un certo diletto
Mi nasce nel petto,
Che l’alma raviva.
Ma se non la rinvengo
Là nello stigio regno,
Misero e che farò?
Piangerò, ma le mie lacrime
Saran simboli di fè.
Quando piange un alma forte,
Sol nel regno della morte
Si lusinga aver mercè.
Fra quell’orride soglie
Tutto festante si raggira il piede
Olocausto d’amor e della fede.
Sù, rendetemi colei,
Consolate un infelice
Cari numi, amati dei,
Voglio Nice.
Dando tregua al duol interno
Dalle fiamme dell’inferno
Sorgerà nova fenice.
Collocazione
Immagini
Repertori bibliografici
Bibliografia
Tipologia
Musica manoscritta
Scheda inferiore