Cantata Del Sig.r G. F. Hendel
Identificazione
Organico
Descrizione
Filigrana
Relazioni
Note
Descrizione analitica
Trascrizione del testo poetico
Ditemi, o piante, o fiori,
Voi, che da Eurilla mia beltà prendete,
Dite: vedeste mai
Più risplendenti rai,
Ninfa di lei più vaga o più gentile?
Ah no, ch’altra simile
À lei darsi non puote,
Se tutto il vago e il bello,
Che si mira in altrui sparso e diviso,
Tutto raccolse Amor nel suo bel viso.
Il candore tolse al giglio,
Alla rosa il bel vermiglio,
Quando Amore la formò.
Al suo petto diè il candore,
Della rosa il bel cinabro
Diede al labro
E alle sue pupille ardenti
Tutti i rai del sol donò.
Ma la beltà del volto
Non è il preggio maggior, che in lei si celi,
Se nel suo nobil core
Tutto lo stuol delle virtudi è accolto,
E con tal lume in seno
Tanti sparge d’intorno
Raggi dal viso adorno,
Ch’abbagliato riman, chi la rimira;
Come rimaner suole,
Chi le pupille sue fissa nel sole.
Per formar sì vaga e bella
Pastorella
Con Virtude Amor s’unì.
Tutto il bel, che appar di fuore,
Dielle Amore
E Virtù l’alma abbellì.
Collocazione
Immagini
Repertori bibliografici
Bibliografia
Tipologia
Musica manoscritta
Scheda inferiore