Cantata ottava Bernardo Gaffi

Pubblicato

Identificazione

ID scheda
2034
Forma musicale
cantata

Organico

Organico sintetico
1V,2str
Organico analitico
Soprano, violino e continuo

Descrizione

Paese
Italia
Lingua
Italiano
Descrizione fisica
1 partitura
Presentazione
Partitura

Filigrana

Non rilevata

Relazioni

Note

La cantata è per Soprano e basso continuo, ma contiene un’aria con parte di violino che, secondo la premessa di Gaffi, può essere suonata anche dal cembalo.

Descrizione analitica

1.1: Presto (arioso, Do maggiore, c)
Vendicatemi, ò Cieli, Io son tradito!
1.2: (recitativo, Sol maggiore, c)
Quella, che già d'inalterabil fede
1.3: Presto (arioso, Do maggiore, c)
Vendicatemi, ò Cieli, Io son tradito!
2.1: Largo (aria, la minore, 3/8)
Ah crudel, così repente
3.1: (recitativo, Re maggiore, c)
Più dell'onde incostante e più dell'aure
3.2: Presto (arioso, Do maggiore, c)
Vendicatemi, ò Cieli, Io son tradito!
4.1: Presto (aria, Fa maggiore, c)
A far scempio dell'alma rubella
5.1: (recitativo, re minore, c)
Quegl'amplessi, ò crudele,
6.1: Minuet. Allegro (aria, Do maggiore, 3/8)
All'error di cui sei rea
7.1: (recitativo-arioso, Do maggiore, c)
Perch'ad un sen, da vero amor ferito

Trascrizione del testo poetico

Vendicatemi, ò Cieli, Io son tradito!

Quella, che già d’inalterabil fede
La promessa mi diede,
Quella, ch’al foco mio
Egual, se non maggiore
Giurò nudrir nel suo bel sen l’ardore,
Quella, sì quella (oh Dio)
Per un finto amator già m’ha schernito.

Vendicatemi, ò Cieli, Io son tradito!

Ah crudel, così repente
Tant’amor dove n’andò?
Già vantasti un Etna ardente
Per me solo haver nel core,
Ma quel fiero immenso ardore
Tutto in gelo hor si cangiò.

Più dell’onde incostante e più dell’aure
Volubile e leggiera
Le tue fiamme volgesti ad altra sfera
E me, cui già fingesti
Dar del tuo genio un assoluto impero,
Empia, del petto escludi
E altro oggetto vi chiudi,
Ah non più degno, nò, ma più gradito.

Vendicatemi, ò Cieli, Io son tradito!

A far scempio dell’alma rubella
D’ogni stella
Sian fulmini i rai.
E a punire sì perfide ingiurie
Tutte in furie
Mi cangin nel petto
Quell’affetto
Con cui già l’amai.

Quegl’amplessi, ò crudele,
Ch’avvien, ch’empio rivale à te destine,
Sian pur qual’Edra à te ristretti ogn’hora,
Mà come l’Era ancora
À te portino al fin le tue rovine
E sian suoi baci alle tue labra infide
Baci di serpe che baciando ancide
Mà nò, non voglio gastigarti, ò vile,
Con sì fiero tormento,
Ti sia solo infedele, e son contento.

All’error di cui sei rea
Pena eguale appresti Amor.
Del suo mal quest’alma è paga
Sol ch’à te con simil piaga
Gelosia trapassi il cor.

Perch’ad un sen, da vero amor ferito
Non v’ha pena maggior ch’esser tradito.

Collocazione

Biblioteca
I-Bc — Bologna, Museo internazionale e Biblioteca della musica (dalla scheda superiore)
Segnatura
EE.244/8

Immagini

Repertori bibliografici

Giovani 2011b: vol. 2, pp. 264-268, n. 121
Gaspari 1893: vol. III, p. 231
RISM A I: G99

Bibliografia

Tipologia

Tipo documento
Musica a stampa
Livello scheda
Scheda inferiore

Persone collegate

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