Che goder non si dan gioie del Sig. Gioseppe Corsi
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Descrizione analitica
Trascrizione del testo poetico
Che goder non si dan gioie
In un viver tutto pianti
Se tal hor godon gli amanti
I diletti son maschere di noie.
Vedesti è ver mio core
Dell’animato ciel di quel bel volto
Per me sempre nemboso
Con procelle di sdegno
Un alato sereno di pietade
Ma ohimè che può s’io veggio
Il mar ridente perché
Bonaccia infida assai più fiero
Faccia provarmi il naufragar in calma.
E forse amor tiranno
Carnefice ingegnoso
Fè vedermi in tranquille lusinghe
Quel fuggitivo allettator baleno
Per fulminar più crudo a ciel sereno.
Sei furia o nume amor
Se sol godi all’altrui pene
Se di pianti hai sol diletto
Dirò par che a te conviene
La crudel face d’Aletto
Non già l’amoroso ardor.
(Seguitate appresso)
Veggio appena in lontananza
I confini d’un piacere
Ma d’amor ogni speranza
Dà un barbare maniere
Le gioie in prospettiva
Il duol nel cor, le gioie in prospettiva
Sei furia o nume amor…
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Tipologia
Musica manoscritta
Scheda inferiore