Cantata sopra il fine dell’uomo | Del Sig.r Francesco Durante
Identificazione
Organico
Descrizione
Filigrana
Relazioni
Note
La cantata fa parte del manoscritto I.
Risorse web
Descrizione analitica
Trascrizione del testo poetico
Lascia alfine mio cor,
Lascia con questi insidiosi affetti
Di lusingarmi alla ragion l’impero
Usurpato da te libero torni,
All’istessa ragione invan t’opponi
Troppo finora debole io fui
Per secondar l’insana
Tua sfrenata licenza
Colpevole son io, tu di tesori,
Di piaceri e d’onori ognor sei vago
E fra i tesori, i piaceri ed onori
Non mai però sei pago.
Che vorresti di più? Vorresti alfine
Sotto gli affetti tuoi ciechi e tiranni
Veder l’anima oppressa? Eh no t’inganni.
L’anima è la più cara parte
Di me, veder io voglio
Oppresso in te qualunque indegno affetto,
L’avidità, l’orgoglio e vo’ che sia
Salva e cara al mio Dio l’anima mia.
Son nocchiero fra l’onde
E sono in gran periglio
La vita o il mio naviglio
Dovrà perire un dì.
Si perda la nave
Si salvi la vita
Anima mia mio core
Io parlo a voi così.
Collocazione
Immagini
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Bibliografia
Tipologia
Musica manoscritta
Scheda inferiore