Che superba a’ miei sospiri Del Sig.r Carissimi
Identificazione
Organico
Descrizione
Filigrana
Relazioni
Descrizione analitica
Trascrizione del testo poetico
Che superba a miei sospiri
Sempre giri
Empia Filli il guardo fiero
E’ rigor d’alato arciero,
Che costante alle sventure,
Io non cure
Di sanar il sen piagato,
E’ voler d’un core ingrato.
Che soggetto a fiera sorte
Di mia morte
Io non tema il colpo crudo
E’ rigor d’arciero ignudo,
Che di mia costante fede,
Per mercede
Provi ogn’or nuovo cordoglio,
E’ rigor d’un cor di scoglio.
Ch’il mio cor senz’aver pace
Solchi audace
Di tormenti un mare infido,
E’ rigor d’empio Cupido
Che nell’onde più moleste,
Tra tempeste
Di martir resti sommerso,
E’ voler d’un cor perverso.
Ohimè son pene che più si sentono
Perché tormentano, e l’alma el core.
Vive lieto in amor chi fugge amore.
Ohimè son pene che ben m’affliggono
Perché trafiggono, e l’alma el Core.
Vive lieto in Amor chi fugge Amore.
Ohimé sono pene ch’al vivo giungono
Perché mi pungono, e l’alma el core.
Vive lieto in amor chi fugge amore.
Collocazione
Immagini
Repertori bibliografici
Bibliografia
Tipologia
Musica manoscritta
Scheda inferiore