Cantata del Sig.r Bencini

Pubblicato

Identificazione

ID scheda
1539
Forma musicale
cantata

Organico

Organico sintetico
1V,1str
Organico analitico
Soprano e continuo

Descrizione

Paese
Italia
Lingua
Italiano
Data
1700 – 1750
Redazione
S.l. : copista romano, 1700-1750
Descrizione fisica
1 partitura (6 c.)
Presentazione
Partitura

Filigrana

Note

Cfr. Bibliografia per attribuzione redazione.

Descrizione analitica

1.1: (recitativo, c)
Filli, giunta è quell'ora
2.1: Allegro (aria, c)
Il mio destin tiranno
3.1: (recitativo, c)
Ti lasso anima mia, e nel lassati
4.1: (aria, 12/8)
Ricordati ben mio

Trascrizione del testo poetico

Filli, giunt’è quell’ora,
Ora crudele, ah mi si spezza il core,
Che deggio lassar te, mio dolce amore.
Andar m’è forza, oh dio,
Lungi da te ben mio.
Così vuole il destino empio e tiranno,
Che gode in darmi affanno.
Addio, mio nume! Il piede
Allontano da te, ma non la fede.

Il mio destin tiranno
Con barbaro rigor
Vuol ch’io rivolga il pié.
Ma non può fare il Fato
Che questo acceso cor
Ti manchi di fe’, no.

Ti lasso anima mia, e nel lassati
Vorrei pure spiegarti
La pena che soffrisce il seno amante.
Ma sono tante e tante
Che a capirle non basta il tuo pensiero.
D’ogni martir più fiero
Provo la tirrania:
Tu sei la vita mia,
La mia gioia, il mio bene, il mio contento.
Ah, qual crudo tormento
Io sento nel pensare
Che ti deggio lassare!
Addio, mia cara, addio!

Ricordati ben mio
Che vive tutt’in te
Quest’alma amante.
Non cangerò desio
E sempre la mia fe’
Sarà costante.

Collocazione

Biblioteca
I-Mc — Milano, Biblioteca del Conservatorio Statale di Musica "Giuseppe Verdi"
Fondo
Noseda
Segnatura
B.78.13

Immagini

Repertori bibliografici

Bibliografia

Tipologia

Tipo documento
Musica manoscritta
Livello scheda
Scheda singola

Persone collegate