Crocifissione e morte di N.S. Giesù Christo del Sig.r Aless.o Stradella Cantata in Contralto con Istrom.ti
Identificazione
Organico
Descrizione
Filigrana
Relazioni
Note
Il manoscritto proviene probabilmente dalla biblioteca musicale del Cardinale Pietro Ottoboni. La cantata è stata copiata per il cardinale nel 1694.
Descrizione analitica
Trascrizione del testo poetico
Da cuspide ferrate
Su la funesta trave
Inchiodato languia l’eterno Amore,
Quando giunto ai confini
Di sanguigna agonia
In soavi sospiri
Palesó moribondo i suoi martiri:
Già compita è de tormenti
Il rigor, che m’impiagò;
Già varcati ho quei torrenti,
Che il mio duolo insanguinò.
Quel che chiede
La mia fede,
Il mio cor tutto eseguì.
Giunta è l’hora,
Ch’il mio cor dunque si mora.
Già le funi e le catene
Il mio amor lieto soffrì;
Già svenato frà le pene
Questo cor al fin languì.
In tempesta
Sì funesta
Questo sen già naufragò
Giunta è l’hora,
Sù, mio cor, dunque si mora.
Così conchiude al suo morir le prove
Dell’infocato amore.
À sì dolce parlar, che pensi, o core?
Collocazione
Immagini
Bibliografia
Tipologia
Musica manoscritta
Scheda inferiore