Cantata à voce sola
Identificazione
Organico
Descrizione
Filigrana
Relazioni
Note
Il tit. si ricava dall’intitolazione a c. 16r. - La c. 21v bianca
Descrizione analitica
Trascrizione del testo poetico
Il genio di Mitilde,
Mente non c’è che penetrar si vanti.
Sì strani ella ha i pensier, si varii i passi
Che rende stanchi, e lassi
Gli arditi spirti a secondarla intendi [!].
Ah che tant’oltre chi poggiar mai crede!
D’onde pria si partì tornar si vede
Tante il mar non ha procelle,
Tante in ciel non sono stelle
Quante voglie ha Mitilde nel suo cor.
Mite allor che più accarezza
Tutta sdegno poi disprezza,
Dona, e toglie quando vuole, e speme, e Amor
Ella muove talor per vie romite
Solinga i passi a respirar tra i boschi
Poi sdegnando le selve, e gl’antri foschi
A più ameni soggiorni
Volge le piante a viver lieti i giorni
Quindi altera, e vezzosa in ricche spoglie [pompa]
Di sua bellezza al guardo altrui si rende.
Cortese d’ogni cor gl’ossequi prende
Dolce canta favella, e scherza, e ride,
Mà allor che di speranza i cuori ingombra,
Toglie fuggendo di speranza ogn’ombra
Così d’amor lo strale fugga
Chi vuol goder tranquilla pace.
Che il dardo suo fatale
Uccide col piacer che alletta, e piace.
Collocazione
Immagini
Repertori bibliografici
Tipologia
Musica manoscritta
Scheda inferiore