18. settembre 1706. Del Sig.r Alessandro Scarlatti
Identificazione
Organico
Descrizione
Filigrana
Relazioni
Note
Descrizione analitica
Trascrizione del testo poetico
Barbara, ingrata Fille,
E perché tanto sdegno e tanto orgoglio?
Se non brama il mio cor da tue pupille
Che un guardo solo à un innocente foglio:
E perché tanto sdegno e tanto orgoglio?
Un cor, che per te more,
Ne chieder può mercè;
Così, crudel, ti chiede
Almen qualche pietà.
Aita al suo dolore
Non vuol giamai da te;
Ma brama alla sua fede
Men sdegno e crudeltà
Ah, ben cruda sei tu, mentre t’offende
La favella d’amore.
Ogni fiera più cruda ed inumana
Agl’accenti d’amor, d’amor s’accende.
L’erbe, gl’augelli, i fior, la selce, il rio
Al nome sol del faretrato Dio
Ardono in dolce fiamma ed hanno allora
Pietà della cagion, che l’innamora.
E tu sola senz’alma e senza core
senso non hai per l’amoroso ardore?
Nume arciero con dardo fatale,
Apri il seno di Fille crudel.
Pur che senta pietà del tuo male,
Vengan pure le sventure
A dar morte al mio core fedel.
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Tipologia
Musica manoscritta
Scheda inferiore