Cantata III
Identificazione
Organico
Descrizione
Filigrana
Relazioni
Note
In Insom la segnatura indicata è 4-F-8/17c.
Fonte mutila.
Descrizione analitica
Trascrizione del testo poetico
Chi non ode, e chi non vede
Le mie voci e il mio sembiante
Non saprà d’un core amante
Quanta sia la fedeltà
Mal comprende e non lo crede
Dove giunga il mio martire
Chi non giunse anco a soffrire
Di costei la crudeltà.
Di costei parlo a cui natura e amore
Solo per mio dolor, per mio dispetto
Armò di rabbia il petto,
Tal che sprezza i sospiri, e le querele,
Non cura il pianto, e ride alle mie pene,
Ah perché non poss’io vincer del core
L’ostinato voler, che mi dà morte
E di lei che nemica è di pietade
Seguendo il rio costume
Cangiar gl’affetti in odio e crudeltade.
Tu dovresti amor Tiranno
O scemare in me l’affanno
O addolcire il suo rigor.
Ma dove io mi rivolgo e donde attendo
Benché scarso ristoro al mio martire
Se la bella infedel che m’innamora
Per lui così mi strazia, e m’addolora.
Miseri affetti miei barbara sorte
Tiranno amor s’incrudelir ti piace
Raddoppia i colpi ad affrettar la morte
Ch’io privo di speranza
Temer non so, ma cerco con costanza
Da morte sol mia vera ultima pace.
[Cadrò contento
Dal duolo op [presso
Se ‘l duolo istesso
Se ‘l mio tormento
Se ‘l tuo rigore
Cadrà con me
Così di Nice
Quel core ingrato
Sarà placato
Godrà per me]
Collocazione
Immagini
Repertori bibliografici
Tipologia
Musica manoscritta
Scheda inferiore