Dal bel regno d'amor - I-Rc, Ms. 2479/17

Pubblicato

Identificazione

ID scheda
13783
Titolo dell'opera

Organico

Organico sintetico
1V,1str.
Organico analitico
soprano e continuo

Descrizione

Paese
Italia
Lingua
Italiano
Data
1650 – 1690
Redazione
S.l. : copia, 1650-1690
Descrizione fisica
c. 137r-148v (olim 133-144)
Presentazione
Partitura

Filigrana

Relazioni

Fa parte di

Note

Tit. dall'incipit poetico. Si segnala che, a differenza di quanto indicato in Affortunato 2011, il seguente brano va considerato una composizione autonoma e a sé stante rispetto al precedente Quietatevi pensieri, con il quale era stato erroneamente accorpato

Descrizione analitica

1.1: (recitativo-arioso, Fa maggiore, c)
soprano, Dal bel regno d'amor
1.2: adagio (aria, Fa maggiore, c)
soprano, L'idol mio che già rigido
1.3: (recitativo, do minore, 3/2)
soprano, Ahi, ahi, ahi che folle
1.4: (recitativo e aria, Fa maggiore, c)
soprano, Occhi stelle d'amore
1.5: (recitativo-arioso, do minore, c)
soprano, E voi di bel nebin
1.6: Presto (aria, Si♭ maggiore, c)
soprano, Vendicate ch’io chieggio
1.7: (recitativo-arioso, Si♭ maggiore, c)
soprano, Ma quai fieri tormenti

Trascrizione del testo poetico

Dal bel regno d’amor
Su su scaccitame,
Schernitemi sprezzatemi,
E s’io chieggio pietà negatemi.

L’idol mio, che già rigido e spietato
Anch’un guardo mi negò
Il suo natio rigor
Hoggi cangiato tutta
Scherzo mi mirò,
Tutta vezzo mi bagiò;
Lasso, et io pur voglio
Prender dal mio desire
Un temerario ardire
Sentìì stupido il core
D’improviso timore
Entr’un mar di piacer
Fatto uno scoglio
Ne curando passar
Oltre quel segno
De baci che mi diè
Mi resi indegno

Ahi, ahi, ahi folle
E quando spero
Che mi porga mai più
L’instabil Dea
La sua crinita fronte
Quando la su nel cielo
Astro così benigno
Per me più votarà
Ahi, ahi, ahi che mai non sarà

Occhi stelle d’amore
Se pur da voi non venne
L’influsso rio
Che tanto vil mi rese
Poi ch’in un punto istesso,
E di Filli, e d’amore
E di fortuna posi in non
Cale i pretiosi doni,
Dhe, per mia giusta pena
D’atra nube di sdegno
Homai cingetevi
Ne serene mai più ver me
Volgetevi e s’a mirarmi
Più tal hor v’aprite
Vostri rai che sprezzai
Siano strali che mortali
Facciano a questo cor
Mille ferite,
Ne muto possa dir
Le proprie offese,
Chi voi muti orator
Mai non intese.

E voi di bel nebin
Labra odorate
S’avverrà più ch’ose
Giurarvi un guardo,
Dhe per pietà vendetta
O pallide mostratevi,
O pur lascando
D’emular le rose
Sol di spine di sdegno
Inizino armatevi,
Mai più non vi rimiri
Vincer in paragoni
Gl’ostri vivaci,
Chi co’l labro a voi s’unì,
E colsi pocchi
E frettolosi baci,
Altro frutto d’amor
Poi non rapì.

Vendicate ch’io chieggio
I vostri torti,
E se più formar vi scerno,
Quei sorrisi paradisi,
Vostri fiati odorati
Mi giunghin fatti anheliti d’aver no,
E la lingua onde udìi
Così soavi detti
Fatta lingua di foco
L’anima mi saetti.

Ma quai fieri tormenti
Forsennato m’auguro?
Non mi scacciate amanti
Le gravi offese
Vostre labra non vendicate,
Pietate, occhi pietate
Che s’un giorno vi ritorno
Giuro al ciel, giuro a voi
Ch’havrò virtù
D’imitar con le braccia edre tenaci
Di rapir con la bocca
Humidi baci,
E ma taci mia lingua,
Taci e non dir più.

Collocazione

Biblioteca
I-Rc — Roma, Biblioteca Casanatense (dalla scheda superiore)
Fondo
Baini
Segnatura
Ms. 2479/17

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Bibliografia

Tipologia

Tipo documento
Musica manoscritta
Livello scheda
Scheda inferiore

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