Scena che fa la Sig.ra Margherita Bonsini con | Il Sig.r Nicolino | Arpalice et Lisarco
Identificazione
Organico
Descrizione
Filigrana
Relazioni
Note
Scena e aria di Arpalice e Lisarco in Gerone tiranno di Siracusa (III,10), Napoli, 1692.
In Insom la segnatura indicata è 5-F-4f
Descrizione analitica
Trascrizione del testo poetico
Arp.
Elisa
Lis.
Bella
Arp.
Ascolta
Udir da te prometto
La discolpa in amore
Di Lisarco infedel se ti dà il core
Di far ch’egli disfidi
Geron in campo e a vendicar sia pronto
L’ingiusta morte del german defonto
Lis.
E ciò prometti
Arp.
A te lo giuro
Lis.
Ed io teco o bella m’impegno
Di far ch’ei sfidi il rio tiranno indegno
Ma dimmi placherai
Poi lo sdegno onde a torto
La sua costanza offendi?
Arp.
Dichiararmi non vuò ma tu m’intendi
E se prove tu havrai
Di suo amor di sua fé
Ritorna a ravvivar
Nel cor i primi incendi?
Dichiararmi non vuò ma tu m‘intendi.
Se ai tuoi piedi prostrato
Dell’error suo pentito
Ti chiedesse perdon lo negaresti?
Alle lagrime sue mentre s’emendi?
Dichiararmi non vuò ma tu m’intendi.
Aria
Amalo o bella sì
Che t’è fedel lo so
Credilo a me.
Sospira notte e dì
Né lieto viver può
Senza di te.
Arp.
Più che tento e procuro
Mostrar sdegno e rigore
Più il dio de cori
Temprando a poco a poco
Va in quest’anima irata i suoi furori
Aria
Chi d’amor sta nella rete
Più non speri libertà
Nella selva d’un bel crine
Tende i lacci e le rapine
D’ogni cor senza pietà.
Collocazione
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